Emilia

Salario minimo e giusta retribuzione di Patrizia Zangla

PARMA “Salario minimo – Per una giusta retribuzione ” di Patrizia Zangla
Parma, si è tenuto a nella sala “Luigi Anedda” della Pubblica Assistenza il convegno
aperto al pubblico “Salario minimo- Per una giusta retribuzione ” promosso dal
M5S e dal Pd di Parma.
Dopo i saluti iniziali di Michele Larini, referente Progetti del Gruppo Territoriale del
M5S di Parma e di Lorenzo Lavagetto del Pd di Parma e Vicesindaco e Assessore del
Comune, hanno relazionato le parlamentari Valentina Barzotti del M5S e Maria Cecilia
Guerra del Pd. Interessati i contributi programmati dell’avvocato giuslavorista Matteo
Petronio, di Paola Bergonzi della segreteria Cgil Parma, del direttore dell’Ascom di
Parma Claudio Franchini e del responsabile dell’Area Lavoro della Legacoop Emilia
Ovest Alberto Araldi.
Ha moderato l’incontro Francesco Nani, giornalista di La Repubblica Parma.
Il tema è urgente e di grande attualità si accompagna alla retorica delle morti sul lavoro
con numeri sempre più crescenti e allarmanti. Fondamentale -come suggerito dalla
parlamentare Guerra – è stabilire i parametri e i necessari successivi aggiornamenti,
altrimenti non si dà soluzione reale al problema.
La Costituzione afferma che “il lavoratore ha diritto a una retribuzione sufficiente ad
assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa” ma i dati dicono che la
povertà è in aumento a causa di salari che, caso unico tra i principali Paesi Ue, in Italia
negli ultimi 30 anni non risultano aumentati, ma addirittura diminuiti. Questo accade in
una fase storica di elevata inflazione e di disinteresse nei confronti della problematica da
parte delle forze governative di Meloni.
Le forze politiche dell’area progressista ritengono sia necessario introdurre anche in
Italia un salario minimo legale come avviene nella gran parte dei Paesi europei, questo è
ritenuto unico modus per contrastare lo sfruttamento del lavoro, raggiungere una giusta
retribuzione e rendere concreta la democrazia.
Profetico su questo tema Piero Calamandrei che nel suo “Discorso sulla Costituzione”
sostiene: “È compito di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della
persona umana: quindi dare lavoro a tutti, dare una giusta retribuzione a tutti, dare una
scuola a tutti, dare a tutti gli uomini dignità di uomo. Soltanto quando questo sarà
raggiunto, si potrà veramente dire che la formula contenuta nell’art. primo- ‘L’Italia è una
Repubblica democratica fondata sul lavoro’- corrisponderà alla realtà. Perché fino a che non c’è
questa possibilità per ogni uomo di lavorare e di studiare e di trarre con sicurezza dal
proprio lavoro i mezzi per vivere da uomo, non solo la nostra Repubblica non si potrà
chiamare fondata sul lavoro, ma non si potrà chiamare neanche democratica perché una
democrazia in cui non ci sia questa uguaglianza di fatto, in cui ci sia soltanto una
uguaglianza di diritto, è una democrazia puramente formale, non è una democrazia in cui
tutti i cittadini veramente siano messi in grado di concorrere alla vita della società, di
portare il loro miglior contributo, in cui tutte le forze spirituali di tutti i cittadini siano
messe a contribuire a questo cammino, a questo progresso continuo di tutta la società”.
E infine chiosa: “allora voi capite da questo che la nostra costituzione è in parte una
realtà, ma soltanto in parte è una realtà. In parte è ancora un programma, un ideale, una
speranza, un impegno di lavoro da compiere. Quanto lavoro avete da compiere! Quanto
lavoro vi sta dinanzi!”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *