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Solidarietà al Professore Luciano Canfora, Patrizia Zangla

Solidarietà al Professore Luciano Canfora, Patrizia Zangla

Esprimo la mia convinta solidarietà al Professore Luciano Canfora, storico e filologo di insigne levatura, personaggio pubblico centrale del dibattito culturale italiano che ha espresso il proprio giudizio “sulle idee e sui sentimenti” della presidente del Consiglio. Solidarietà nei confronti del Professore di cui ho sempre ammirato l’infinita conoscenza e la rigorosa competenza unita a un’indiscutibile onestà intellettuale e passione civile.

Forse Meloni non sa chi è e cosa rappresenti Canfora nel mondo culturale, è probabile le manchino pezzi di sapere necessari, d’altronde l’essersi impegnata da adolescente nell’agorà politica non le ha consentito di curare adeguatamente la sua preparazione. Non le si fa una colpa per questo, ma è ‘per questo’ che dovrebbe essere più cauta a meno che non si debba pensare che il Professore sia bersaglio simbolico che deve essere colpito come monito per gli intellettuali liberi che esercitano il diritto alla libertà di parola che è stata qui marcatamente lesa da una pesante denuncia legale sporta dalla maggiore carica politica.

Il Professore ha definito Meloni “neonazista nell’animo”, termine chiarissimo se non si vuole speculare su esso, che lo stesso Professore ha spiegato tante volte nei suoi testi – pare da Meloni non letti- e in occasioni pubbliche: “il termine ‘neonazista’ è altro rispetto a ‘nazista” perché “neonazista è, ad esempio, l’atteggiamento di chi usa le navi da guerra per respingere i migranti. Si tratta di comportamenti piuttosto recenti di una dirigente politica che ha le sue idee, secondo me troppo forti, sul terreno fondamentalissimo della migrazione in atto nel Mediterraneo e su cui a suo tempo abbiamo sentito parole tremende”.

Dunque, tenendo conto che il giudizio di Canfora sulle idee e sui sentimenti di Meloni è da ricomprendere nel legittimo esercizio della critica politica, egli stesso ha preso in considerazione l’eventuale possibilità di una querela da parte di Meloni e lo ha esplicitato in un chiaro ragionamento logico e linguistico che non si può che elevare a modello: “una valutazione politica in termini di metafora politologica non può costituire reato, qualunque giurista lo sa. Poi, da quando il Parlamento europeo ha proclamato una equiparazione tra nazismo e comunismo, i due termini sono stati sdoganati e sono diventati definizioni politiche. Se uno mi definisce comunista, che devo fare? Devo indignarmi? Devo querelare?”.

Ed ecco il passaggio fondamentale espresso dal Professore: “Cerchiamo di ragionare in termini razionali e non emotivi. Le parole vanno apprezzate nella loro esattezza”. P.Z.

L’APPELLO. Tra le organizzazioni, che fino ad ora, hanno sottoscritto il documento di solidarietà per il prof, Canfora: i sei comitati provinciali dell’Anpi pugliese, l’Arci Puglia e Bari-Bat, la Cgil Puglia e Camera del Lavoro metropolitana di Bari, Libera Puglia, la Fondazione Giuseppe Di Vagno, partiti politici e associazioni politico-culturali, le organizzazioni studentesche riunite a livello regionale nella Rete della Conoscenza. Tra le firme individuali compaiono il presidente nazionale Anpi Gianfranco Pagliarulo, la segretaria regionale Cgil Gigia Bucci e il segretario della Camera del Lavoro di Bari Domenico Ficco, il presidente regionale Arci Francesco Digregorio, don Angelo Cassano, l’ex presidente della provincia Gianvito Mastroleo, il regista Carlo Bruni, l’ex sindaca Daniela Mazzucca, l’ex rettore Corrado Petrocelli, i docenti universitari Nicola Colaianni, Lea Durante, Luisa Giorgio, Domenico Mugnolo, Mario Spagnoletti, Ferdinando Pappalardo, Pasquale Voza, la coordinatrice dell’Osservatorio regionale sui neofascismi Antonella Morga.

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