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Principato: il viale S Martino non può essere isola pedonale

Arch. Nino Principato: il viale San Martino non può essere isola pedonale

SCELLERATA, GRAVE E INUTILE DECISIONE IMPOSTA “DEMOCRATICAMENTE” ALLA CITTADINANZA DALL’AMMINISTRAZIONE BASILE DI PROLUNGARE LA COSIDDETTA “ISOLA PEDONALE”, CHE ISOLA PEDONALE NON È, DA PIAZZA CAIROLI FINO A VILLA DANTE

PRESSAPPOCHISMO, IMPROVVISAZIONE, STRAFOTTENZA VERSO I VERI PROBLEMI DELLA CITTÀ, QUESTI GLI INGREDIENTI DELL’AMMINISTRAZIONE PER DARE UN ALTRO COLPO DI GRAZIA A MESSINA

VEDIAMO QUALI SONO LE CRITICITÀ E COS’È, INVECE, UNA VERA ISOLA PEDONALE

Si parla tanto, in questi giorni, di Pums (il cosiddetto Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) che la giunta Basile ha adottato definitivamente in questi giorni, che verrà trasmesso in Consiglio comunale e che poi dovrà ottenere l’ultimo via libera dalla Regione.

Un piano inutile che era già partito quando era sindaco Cateno De Luca (che probabilmente si candiderà alle europee) caldeggiato dall’assessore alla Mobilità urbana Salvatore Mondello ed oggi nuovamente da vicesindaco di Basile.

In sintesi, gli aspetti di questo Pums si possono sintetizzare in tre modalità: pedonale, ciclabile e trasporto pubblico.

Il fallimento totale della deserta pista ciclabile non a norma lo abbiamo constatato così come il trasporto pubblico che è diventato una macchinetta mangiasoldi.

E veniamo, adesso, all’isola pedonale di viale San Martino che isola pedonale non è.

– Il viale San Martino non ha le caratteristiche fisiche e urbanistiche per essere un’isola pedonale. È una strada larghissima con marciapiedi altrettanto larghissimi (da 3 metri in su) per cui non si vede il motivo per il quale i pedoni devono camminare sulla strada, cioè sul conglomerato bituminoso, e non sui marciapiedi.

– Se devo fare shopping non cammino per strada ma sui marciapiedi, le vetrine dei negozi da guardare non affacciano sulla strada!

– Il contorno edilizio di viale San Martino da piazza Cairoli a Villa Dante è architettonicamente squallido, nessuna attrattiva e nessun motivo per passeggiare anche per ammirare splendidi edifici come avviene, invece, nelle isole pedonali ad esempio di Roma e di Napoli (che oltretutto hanno marciapiedi strettissimi).

– Nessun risultato antinquinamento del traffico veicolare o di sicurezza stradale perché il viale San Martino non è Indianapolis o la Quinta Strada di New York ma un’arteria con traffico lentissimo e, soprattutto, larghissima. Sotto questo aspetto, invece, un’isola pedonale intelligente sarebbe stata quella di via dei Mille, oggi diventata trafficatissima, inquinatissima e invivibile.

– La chiusura del viale San Martino ha creato forti intasamenti e inquinamento da traffico veicolare nelle vie adiacenti lato monte e lato mare.

– Non paragoniamo minimamente l’ISOLA CHE NON C’È di viale San Martino con la “Rambla” di Barcellona, un viale lungo un chilometro e quattrocento metri e uno dei luoghi più emblematici della città, frequentatissimo tutto l’anno sia da turisti sia dagli abitanti del luogo (e dove lateralmente alla “Rambla” circolano regolarmente le auto)

– Un’isola pedonale che si rispetti deve essere sede di continui eventi, deve essere riempita di contenuti come fanno nelle altre città: concerti, artisti di strada, mostre d’arte, rappresentazioni teatrali, attrazioni (nella “Rambla” di Barcellona c’è addirittura il “Museo erotico” che si riconosce per il personaggio di Marilyn Monroe che saluta dal balcone i passanti proprio sopra l’ingresso, il Museo delle cere, del prosciutto), mercatini dell’antiquariato, del libro, del vintage, ecc.

– E invece viale San Martino è stato sede della sfilata di tre carritteddi di carnevale due anni fa che neanche lontanamente possono essere paragonati ai bellissimi carri allegorici e floreali del carnevale messinese del passato che l’assessore Finocchiaro ai grandi eventi, sconosce.

Quest’anno ancora peggio, una squallidissima sfilata di alcune persone in maschera che non fanno neanche nel più scalcinato paese del sud del sud dell’Africa (con tutto il rispetto per l’Africa).

E allora, amministrazione Basile, la smettete con questa minkiata? FARESTE COSÌ FINALMENTE UNA COSA UTILE PER LA CITTÀ! Nino Principato

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