Barcellona

Apertura di credito al dr. Cucci, Commissario Asp Messina

BARCELLONA Apertura di credito al dr. Giuseppe Cucci, Commissario Asp Messina di Paolo Calabrò

Speranze vengono poste nel nuovo direttore generale, in atto tecnicamente commissario ASP Messina, da parte dei cittadini di Barcellona e di Milazzo, ma non solo. Direi da parte dei cittadini dell’intera provincia, la cui sanità, territoriale ed ospedaliera, è ridotta veramente al di sotto dei minimi termini. Non è semplice il compito che grava sulle spalle dl dott. Cuccì, il quale deve affrontare tutta una serie di problematiche, di cui egli non è certamente il responsabile, ma lo è quella politica, insieme e sotto braccio alle precedenti gestioni aziendali,, che lo ha nominato. Dalle prime dichiarazioni emerge che giustamente il nuovo direttore generale cerca di mantenere un basso profilo, non essendo in grado, perchè ancora non complete le sue conoscenze, di fare promesse o di stilare cronoprogrammi. L’unica cosa ovvia che ha promesso è l’impegno. Indubbiamente il dr. Cuccì eredita una situazione a dir poco disastrosa, caratterizzata da una sanità territoriale ed anche ospedaliera con evidenti lacune e deficienze , che purtroppo vengono scontate quotidianamente dai cittadini. Almeno di quelli che non hanno santi in paradiso. Mancanza o deficienze di reparti, di medici, di infermieri, tempi di attesa per visite specialistiche od esami strumentali eccessivamente lunghi. Tutto questo non è altro che il risultato dell’incapacità della peggiore politica, che ha occupato militarmente tutti gli spazi della sanità. Infatti purtroppo è sin troppo evidente che la sanità, che dovrebbe occuparsi esclusivamente su come garantire e dare salute, da tempo sia diventata terra di conquista di quella malapolitica dove la logica della spartizione, alla faccia del merito, è prevalsa. D’altronde i criteri delle ultime nomine dei commissari, futuri direttori generali, lo hanno vergognosamente dimostrato. La domanda che tutti si pongono, specialmente quelli che da sempre considerano la sanità un servizio e non un potere, è la seguente: il nuovo direttore generale, a prescindere dalla sue qualità manageriali, ha la forza e l’autonomia di agire (a cominciare dalle nomine dei responsabilii delle unità operative) nell’esclusivo interesse della vera sanità e quindi dei cittadini, nonostante sia stato nominato da quella malapolitica , a cui inevitabilmente deve dare conto? O saremo di fronte ad un’altra pagina della sanità, già letta e riletta? Io la mia opinione ce l’ho. Ma aspettiamo il verdetto del tempo, l’unico giudice che non sbaglia mai.

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