Messina sociale

Un atto di bontà per il Comune di Messina di Angela Rizzo

Un atto di bontà nei confronti dell’Amministrazione Comunale di Messina di Angela Rizzo

Il “Dopo di noi” è una legge e non il titolo di un progetto. La Legge 112 del 22.6.2016 “Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare”, “Dopo di noi”, ha introdotto per la prima volta nel nostro ordinamento specifiche tutele per le persone con gravi disabilità quando viene meno il sostegno familiare. L’obiettivo del provvedimento è garantire la massima autonomia e indipendenza delle persone con disabilità, consentendogli per esempio di continuare a vivere – anche quando i genitori non possono più occuparsi di loro – in contesti il più possibile simili alla casa familiare o avviando processi di deistituzionalizzazione. A tal fine è stato istituito il Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare le cui risorse vengono ripartite ogni anno dal Ministero alle Regioni con apposito decreto. Annualmente vengono erogate risorse alle Regioni che a loro volta ripartiscono agli Enti Locali. Quindi il Comune di Messina come tutti gli altri comuni annualmente ha le risorse spettanti per il “Dopo di Noi”.  L’articolo 5 prevede che con le risorse del Fondo possono essere finanziati:

a) percorsi programmati di accompagnamento per l’uscita dal nucleo familiare di origine, ovvero per la deistituzionalizzazione in soluzioni alloggiative che riproducono le condizioni abitative quanto più possibile proprie dell’ambiente familiare;

b) interventi di supporto alla domiciliarità in soluzioni alloggiative di tipo familiare e di co-housing, che riproducono le condizioni abitative e relazionali della casa familiare;

c) programmi di accrescimento della consapevolezza, di abilitazione e di sviluppo delle competenze per la gestione della vita quotidiana e per il raggiungimento del maggior livello di autonomia possibile, e, in tale contesto, tirocini finalizzati all’inclusione sociale, all’autonomia delle persone e alla riabilitazione;

d) interventi di realizzazione di innovative soluzioni alloggiative, mediante il possibile pagamento degli oneri di acquisto, locazione, ristrutturazione e messa in opera di impianti e attrezzature necessarie per il funzionamento degli alloggi medesimi, anche sostenendo forme di mutuo aiuto tra persone con disabilità;

e) in via residuale, interventi di permanenza temporanea in una soluzione abitativa extra familiare.

La legge 112/2016 intende dare attuazione ai princìpi stabiliti dagli artt. 2, 3, 30, 32 e 38 della Costituzione, dagli artt. 24 e 26 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e dagli artt. 3 e 19, con particolare riferimento al comma 1, lettera a), della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità del 13.12.2006, ratificata dall’Italia con legge n. 18 del 3 marzo 2009. Il Comune di Messina ha il dovere di UTILIZZARE LE SOMME DEL DOPO DI NOI in conformità alle direttive delle linee guida. Quindi non è un progetto, mentre l’Amministrazione comunale di Messina presenta e partecipa come attore non protagonista, perché il progetto “Dopo di Noi” è “un’iniziativa promossa dalla Messina Social City.” Sorge spontanea una domanda: Chi decide la linea politica del Dipartimento Politiche Sociali? A quanto pare la presidente della Messina Social City, pur non essendo organo politico e di indirizzo decide come impegnare le somme destinate alle persone con disabilità e va anche oltre parla di somme del PNRR relative al progetto impropriamente chiamato “DOPO DI NOI” che ad oggi è stato definaziato (Il Sole 24 ORE del 6.10.2023). Il 7.2.2024 pur di fare “scena” utilizzano le angosce dei familiari delle persone con disabilità per scattare foto e a distribuire veline per i giornalisti, calpestando le tragedie che si nascondono nella frase “Dopo di noi”. Io ho assistito a diversi interventi di familiari fortemente preoccupati del futuro dei propri figli. I genitori non possono stare tranquilli, lasciando il figlio in un mondo dove nessuno lo conosce davvero, nessuno conosce i suoi gusti, il suo carattere ecc. A Messina mancano i servizi essenziali e la Presidente della Messina Social City sembra sottovalutare una tragedia e ancora peggio cita e utilizza risorse “Le attività saranno realizzate nel contesto del programma complessivo messo in campo dalla Città Metropolitana di Messina relativo ai Piani Urbani Integrati, a valere sulle risorse PNRR per interventi mirati alla realizzazione di spazi di socializzazione attraverso la loro riqualificazione.” Che nulla hanno a che vedere con i FONDI della Legge “DOPO DI NOI”.

La presidente della Messina Social City, il sindaco della città di Messina e l’assessora alle politiche sociali dovrebbero sapere altrimenti dovrebbero esprimersi diversamente, è inumano come in questa città vengono trattate le persone più fragili, come vengono strumentalizzati per fini poco nobili, i fondi destinati ai loro bisogni NON HANNO NESSUN IMPATTO sulla loro esistenza e le famiglie sono sempre più sole, sempre più emarginate, sempre più vulnerabili. CHE FINE HANNO FATTO I FONDI ANNUALI DELLA LEGGE “DOPO DI NOI”, i progetti che scaturiscono dalla vostra superficiale conoscenza sono atti dovuti e si inseriscono in una progettazione già lautamente finanziata, vedi piani personalizzati, fondi della 328, Pac Infanzia, … perchè dovete sapere che non ci sono differenze tra minori e minori disabili, solo accorgimenti, si chiama INCLUSIONE, ma questa è un’altra storia. Ho la netta sensazione che non hanno nessun peso le persone con disabilità in questa città e per questi amministratori, ma anzi si servono del loro disagio determinando una situazione simile a quella dei corvi che banchettano sulla carcassa dilaniata. Insomma c’è da dire fuori dai denti che si mantiene una partecipata sulle loro spalle delle persone più fragili con artifici (progettini, tiktoker, maghi e maghetti, Mary Poppins, concertini ecc.) degni del miglior esattore o strozzino e un disabile, un anziano, un minore, un povero o un migrante è visto come una miniera d’oro. È chiaro che a oggi le RACCOMANDAZIONI della Corte dei Conti a proposito del “DOPO DI NOI” sono state totalmente disattese. Non esistono indagini conoscitive sui servizi e sulle esigenze della città, passando da una gestione che non può più essere in mano ad un gruppo di pressione facente capo all’ex sindaco e all’attuale sindaco e che fino a oggi NON HANNO DATO RISPOSTE a coloro che disperati si mettono o si sono messi in contatto con loro: messanger, whatsApp, lettere, mail, richiesta di incontri. Bisogna rivedere, in questa martoriata città, il sistema dei servizi sociali nella sua interezza. Ormai è necessario iniziare un percorso che punti al soddisfacimento dei bisogni. La partecipata Messina Social City, creata dalla precedente amministrazione, così come concepita è solo un pozzo di S. Patrizio e non è capace di dare risposte concrete alla collettività e ai soggetti piu’ vulnerabili. È possibile pensare al Dopo di Noi con serenità? No, con questa amministrazione E’ IMPOSSIBILE

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