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Angelucci ha il Tempo, Libero e Il Giornale: vuole la Repubblica

Antonio Angelucci ha il Tempo, Libero e Il Giornale: ora vuole anche la Repubblica

L’AQUILA – PREOCCUPAZIONI PER L’EDITORIA E PER LA SANITA’ PUBBLICA. L’editore e imprenditore abruzzese Antonio Angelucci, 79enne deputato della Lega, pare che voglia continuare la scalata ai vertici dell’editoria italiana acquistando la Reubblica. Secondo un articolo del Fatto Quotidiano, il re delle cliniche private, che ha messo le mani da tempo sul Tempo, Libero e Il Giornale, “continua a spingere per l’acquisto di Radio Capital dal gruppo Gedi” e “sarebbe in trattativa per acquistare anche l’Agi, l’agenzia di stampa dell’Eni, che se ne priverebbe senza drammi, visti i conti poco floridi e l’imminente conflitto con la redazione sul piano di risparmi e pensionamenti anticipati”. Ma non è tutto: “Sullo sfondo, c’è chi dice che Angelucci abbia anche avviato un discorso con la famiglia Elkann per comprare Repubblica. I tempi per un’operazione del genere – clamorosa per la storia del giornale fondato da Eugenio Scalfari e per quella personale di Angelucci – sarebbero ovviamente più lunghi, ma se gli attuali proprietari decidessero di cedere, Angelucci non farebbe mancare il suo interesse”. Come continua a spiegare il Fatto Quotidiano: “Repubblica è il colpo grosso, il tassello definitivo, un’utopia forse irrealizzabile: gli permetterebbe di controllare un network enorme e trasversale, da destra a sinistra (d’altra parte il primo giornale posseduto da Angelucci, insieme a Libero, fu il Riformista di Claudio Velardi, un foglio allora vicino ai Ds di Massimo D’Alema)”. La eventuale nascita di un nuovo impero editoriale crea delle forti inquietudini e delle notevoli perplessità anche perchè l’imprenditore che guida questa operazione ha forti interessi in Sanità, un settore che affronta una trasformazione epocale e che quindi ha bisogno di un forte supporto della stampa per potere portare a termine con successo le complesse procedure che tendono ad allargare gli spazi dei privati nel sistema sanitario nazionale.

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