economia

Borse asiatiche scendono in linea col calo di Wall Street

Le borse dell’Asia Pacifico scendono, in continuità con il ribasso di Wall Street. 

Nikkei di Tokyo -1% nel finale di seduta. L’attività del settore privato giapponese scivola in contrazione dopo il rallentamento dell’espansione del settore dei servizi. L’indice Jibun Bank composito dei responsabili degli acquisti è stata di 49,6 in novembre, in calo rispetto al dato flash di 50,0 riportato all’inizio del mese. L’attività del settore dei servizi in Giappone è scesa a 50,8 a novembre, indicando la crescita più debole dal novembre 2022. Il tasso d’inflazione a Tokyo è salito del 2,6% a novembre, registrando l’aumento più lento dal luglio 2022, dal +3,3% di ottobre. I dati sull’inflazione di Tokyo sono considerati un indicatore di riferimento per le tendenze a livello nazionale. L’inflazione core, che esclude i prezzi degli alimenti freschi, si è attestata al 2,3%, inferiore alle attese della Reuters del 2,4% e in calo rispetto al 2,7% di ottobre.

Borse della Cina in flessione. L’indice Hang Seng di Hong Kong perde l’1,7%, lo Shanghai Composite lo 0,9%. L’indice dei responsabili degli acquisti delle aziende cinesi dei servizi elaborato da Caixin, in novembre è salito ai massimi degli ultimi tre mesi, discostandosi dalla lettura ufficiale del PMI cinese che ha mostrato una contrazione. Il sondaggio privato ha registrato un valore di 51,5 a novembre, in aumento rispetto al 50,4 di ottobre e al 50,2 di settembre.
Il sottoindice ufficiale PMI dei servizi non manifatturieri della Cina, pubblicato la scorsa settimana, si è attestato a 49,3, mostrando una contrazione per la prima volta dal dicembre 2022. 

L’attività economica di Hong Kong è tornata in espansione per la prima volta in quattro mesi L’indice S&P dei responsabili degli acquisti della città è salito a 50,1, appena al di sopra della soglia dei 50 punti. Gli economisti che curano la composizione dell’indice hanno dichiarato che l’aumento è stato sostenuto da miglioramenti in entrambi gli indicatori di nuove attività.

L’indice Kospi della borsa di Seul perde lo 0,5%. L’inflazione in Corea del Sud è rallentata al 3,3% a novembre, sotto le aspettative e primo calo dopo tre mesi di accelerazione. Su base mensile, l’indice dei prezzi al consumo è sceso dello 0,6%, un calo più marcato rispetto allo 0,15% previsto dal sondaggio Reuters.

Le borse dell’Europa dovrebbero aprire intorno alla parità, future indice EuroStoxx (ESTOXX50) invariato. 

Ieri a Wall Street il Nasdaq (NASDAQ) ha chiuso in ribasso dello 0,8%. Solo un modestissimo calo per il Dow Jones (DJ30) -0,1%. Pesanti le grandi società del tech: indice Nyse Fang -1,3%.

Macrovariabili

Treasury Note a dieci anni a (ZN)  a  4,25%, più o meno sui livelli di ieri. Si è ristretto il differenziale tra il decennale e il biennale, a -38 punti base, da -32 del giorno prima.

Bund decennale (FGBL) a 2,35%.  Il cancelliere Olaf Scholz ha dichiarato ieri sera di aspettarsi rapidi sviluppi nei colloqui di coalizione sul buco di bilancio causato da una sentenza della Corte Costituzionale di metà novembre. I tre partiti di governo stanno cercando di trovare un accordo in vista della riunione di gabinetto di mercoledì, in modo da consentire al Parlamento di approvarlo entro Natale. “Stiamo lavorando intensamente su questo punto”, ha dichiarato Scholz ai giornalisti Scholz in occasione di una conferenza stampa con l’omologo brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva a Berlino lunedì. “Siamo ora in procinto di di chiarire la questione in modo molto rapido e veloce”.

BTP decennale (FBTP) a 4,10%. 

Euro dollaro (EURUSD) poco mosso, a 1,084, dopo quattro giorni consecutivi di ribasso.

Oro (GC) a 2.032 dollari l’oncia, intorno alla parità, ieri -2,1%, peggior seduta da febbraio.

Bitcoin -0,7% a 41.750 dollari, dal +5,5% di ieri. L’oro fisico e quel che viene definito anche “l’oro digitale”, il bitcoin, si muovono in concordia. 

Petrolio poco mosso, WTI (CL) a 73 dollari il barile. I tagli alla produzione di petrolio dell’OPEC+ possono “assolutamente” continuare oltre il primo trimestre del 2024, se necessario, ha dichiarato ieri sera il ministro dell’energia saudita, il principe Abdulaziz bin Salman. – by Fineco

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