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Gli uccelli cretini ed il Ponte di Pippo Previti

MOVIMENTO AZZURRO Ecosezione di Messina

Gli uccelli cretini ed il Ponte sullo Stretto di Pippo Previti

“La realizzazione di grandi infrastrutture è l’unico strumento valido per il rilancio dell’economia del Paese, sosteneva Mario Monti durante il suo periodo d’oro, ma ovviamente si riferiva solo al Nord. e quindi alla TAV, alla Passante di Mestre, al MOSE e così via. Il Sud non gli interessava assolutamente. Infatti, assieme a Passera,  provvedeva a cancellare la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, utilizzando anche una evidente “fake news”, la falsa simulazione, realizzata per dimostrare che la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina avrebbe determinato, annualmente, la morte di centinaia di migliaia di uccelli che, stanchi per le lunghe trasvolate, sarebbero andati a sbattere contro i piloni del Ponte. Un ulteriore approfondimento dello studio consentì di mettere anche in evidenza che si trattava di “uccelli cretini”, anche se, scientificamente, non si è, ancora oggi, riusciti a spiegare il motivo dell’arrivo a Messina, da tutto il mondo, solo di uccelli con tale caratteristica. Comunque questo fu l’argomento decisivo (ma capiamo tutti che era una scusa) che costrinse Monti ad archiviare, definitivamente, il progetto “Ponte sullo Stretto di Messina”. Continuò, invece, ma questo argomento ovviamente non interessava più di tanto Monti, l’esodo dei nostri giovani verso lidi più accoglienti, perché non solo, in Città non c’era lavoro, ma perché era stata ammazzata anche la speranza. Poiché, la migrazione di “uccelli cretini” continuava, le solerti amministrazioni locali, Comune e Provincia, provvedevano prontamente a spegnere le luci sul pilone dell’ENEL di Torre Faro, perché disorientava gli uccelli. Tentavano anche, fortunatamente senza riuscirci, bloccati dalla nostra decisa opposizione, di impedire ai giovani di praticare il canottaggio nel lago di Ganzirri. Se una “battaglia” va fatta, quella riguarda lo spazio temporale previsto per la costruzione del manufatto. Risorse spalmante in troppi anni per un’opera che, invece, necessita la realizzazione nel minor tempo possibile per evitare gli eventuali disagi. Ristori per gli espropri, anche per chi è subisce solo l’ombra del ponte, rapidi e giusti per i proprietari; trasporti degli inerti via mare; formazione della mano d’opera locale da utilizzare; totale copertura finanziaria  delle opere compensative. Immagino il Ponte sullo stretto come un perenne arcobaleno tra le due  sponde, sicula e calabra.  La nostra classe politica nazionale dovrebbe battersi affinchè le risorse per il ponte non siano dilatate ma sia prevista la totale copertura della spesa anche attraverso l’uso corretto dei fondi del PNRR. La norma (legge n.108/2021) in ossequio a quanto ha stabilito la Comunità Europea, ha previsto che almeno il 40% delle risorse “allocabili territorialmente, indipendentemente dalla fonte finanziaria di provenienza, sia destinato alle regioni del Mezzogiorno”. Ma, in realtà, la gran parte delle risorse, fino ad oggi stanziate, sono destinate al nord, con finanziamento di opere importanti in Liguria, Lombardia, ecc. Le leggi scritte sono una cosa che la realtà contraddice.

Messina 2.12.2023

                                                           Giuseppe Previti

                                            Responsabile Ecosezione Messina

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