editoriale

Riforme e olio di palma di Cosimo Recupero

Riforme e olio di palma di Cosimo Recupero

Una delle cose che stanno tormentando molti in queste ultime settimane è la questione relativa ai presunti effetti dannosi dell’olio di palma in molti cibi industriali.

Ne parlano tutti e si sta diffondendo quasi una psicosi fra le massaie e i salutisti. Ma farà male davvero questo olio di palma? Quanto ce n’è nelle merendine e nei panini dei fast food? E’ la domanda che circola più insistentemente fra molti.

Ormai si sa. La comunicazione è un’arma micidiale e può veramente spostare masse intere a comprare o non comprare determinati prodotti o a fare le scelte in cabina  elettorale.

Renzi lo sa benissimo e sta martellando l’opinione pubblica con una presenza capillare in tutti i programmi TV, alla radio, sui giornali. Promette mari e monti, firma patti per il sud, per il nord, per il centro e per la periferia, tutta roba della quale il 5 dicembre si sarà dimenticato, qualunque sia l’esito.

Nel suo tour propagandistico, tutto a spese di noi italiani, ovviamente, lui sta facendo un po’ come i detrattori dell’olio di palma. Ripete le cose tante e tante di quelle volte che a qualunque persona di buon senso, quanto meno il dubbio viene. E se fosse davvero così…? si chiedono molti.

In effetti, è allettante ciò che dice: miglioriamo l’iter legislativo, rendiamo i governi più stabili, riduciamo i parlamentari… ecc. Un vero idillio, detto così. Se poi ci metti che potremmo “rottamare la casta”, dalla quale lui si esclude, evidentemente, sembrerebbe non esserci più alcun motivo per votare no.

Non mi va di entrare nei tecnicismi della riforma per argomentare che tutto questo o è falso o è vero solo in parte, ma è proprio sul tema della casta che voglio soffermarmi un attimo. Intanto l’abolizione della casta dovrebbe andare nella direzione opposta a quella della riduzione dei parlamentari. Casta è, secondo il dizionario, un gruppo chiuso nel quale è difficile entrare. Se tu riduci il numero dei parlamentari e stabilisci che la maggior parte di questi sono nominati e non eletti, la casta si rafforza, altro che rottamazione.

Ma la cosa più interessante è che Renzi vuole ridurre il numero dei parlamentari, e questo è pacifico, stando alla lettera della riforma,ma vuole farlo solo a scapito dell’opposizione.

Ho fatto una breve ricerca sui siti istituzionali delle due camere ed ho scoperto che il PD ha in tutto, fra deputati e senatori, circa 414 parlamentari. Se passasse la riforma, lui spera di vincere le elezioni, sicuramente con l’Italicum che non toccherebbe, e quindi si ritroverebbe ad avere 340 deputati e, visto il colore politico di regioni e comuni, almeno 60 senatori. Totale, 400 parlamentari. Quindi, considerato che il numero di parlamentari totali, con la riforma, si riduce di 215 unità ma che il PD ne perderebbe solo una quindicina al massimo, 200 parlamentari verrebbero tutti ad essere tolti alle opposizioni. E questo fa parte di quel disegno pericolosissimo che da anni si persegue in Italia, di costruire una dittatura soft, un sistema monocratico. Si cerca di realizzare una plancia buona per l’uomo solo al comando.

E questo è solo un altro dei motivi per i quali io voto NO. Oltre a tutti gli altri difetti tecnici della riforma di cui si è tanto parlato in questi giorni, penso che questa cosa, cui ho riflettuto solo oggi, sia un po’ l’olio di palma della legge Boschi, quella cosa che potrebbe farci male se mandassimo giù la riforma in un sol boccone. Sempre che di olio di palma si tratti e non , piuttosto, di olio di ricino.

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