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Via Montenapoleone di Cosimo Recupero

Di Cosimo Recupero

Elly Schlein è la nuova segretaria del PD. Viva la Schlein.

Il risultato è sicuramente sorprendente. L’ex vice del suo sfidante ha battuto Bonaccini nei gazebo dopo che lo stesso Bonaccini l’aveva decisamente stracciata nel voto interno ai circoli.

Ed è da questo che bisogna partire per capire quali siano gli scenari possibili.

La prima considerazione è che, appunto, la base Dem sembrerebbe aver bocciato la vecchia linea del PD di Letta, ovvero il correntismo, il salottismo e quell’atteggiamento un po’ con la puzza sotto il naso che è quel che resta dell’eredità postcomunista.

Ma da qui a dire che il PD sia rinato ce ne corre. Intanto perché alle primarie hanno votato poco più di un milione di cittadini contro i quasi quattro milioni che incoronarono Matteo Renzi.

E poi perché il nuovo corso è tutto ancora da decifrare.

Intanto, proprio il fatto che la Schlein abbia il voto dei simpatizzanti ma non quello degli iscritti lascia temere che la sua segreteria sarà caratterizzata da continue imboscate, fughe in avanti e altri scossoni che non le renderanno la vita facile.

In secondo luogo perché la neosegretaria non ha ancora indicato una chiara linea di azione sui temi che, un tempo, sarebbero stati i cavalli di battaglia della sinistra, ovvero lavoro, scuola, sanità pubblica, casa, soffermandosi invece sui temi soliti di certa sinistra, come le questioni di genere.

Schlein dice che la sua sarà una segreteria concentrata sulla lotta alle diseguaglianze. Bello, bellissimo, praticamente niente. Nemmeno Berlusconi dice che le diseguaglianze vanno accentuate, salvo poi farlo nei fatti.

Il punto è vedere a quali diseguaglianze si riferisca. Quelle fra bianchi e neri, alti e magri, biondi e mori, scapoli e ammogliati o fra regioni del nord e regioni del sud, fra lavoratori che non ce la fanno ad arrivare a fine mese e imprenditori che guadagnano senza sforzi sfruttando i nuovi lavori liquidi?

La Schlein vince a Milano e non al sud. Vince nei salotti e non nei quartieri bassi.

Per il bene del Paese e della sinistra speriamo di sbagliarci, ma temiamo che l’unico vero cambiamento che il PD avrà nei prossimi anni sarà lo spostamento del proprio baricentro da Roma Parioli a Milano, Via Montenapoleone.

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