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Appelli: crisi crediti, protesta di un imprenditore edile

APPELLI – Stato di crisi crediti. La protesta\invito di un imprenditore edile

Nota di Giuseppe Pettina, direttore generale del consorzio cassiopea sulla crsi del comparto edili di Max Scaffidi

Superbonus e dintorni: “Cari colleghi, professionisti, ritengo sia arrivato il momento di unirsi e sottoscrivere un documento comune, e prendere una decisione ferma a tutela dei più piccoli e per garantire il futuro di ognuno di noi e dell’indotto”.

mettiamoci la faccia

A promuovere l’iniziativa è Giuseppe Pettina, direttore generale del Consorzio Cassiopea, oggi – nei fatti – portavoce di un centinaio di imprese medio-piccole che operano prevalentemente nell’isola, anche fuori dagli ambiti del superbonus110%

Lui ora chiede la sottoscrizione di un documento da divulgare sulla stampa, da portare ai Presidenti della Regione e al Presidente della Repubblica, oltre alla Procura della Repubblica.

“Dico questo, – a parlare è Giuseppe Pettina – rivolgendomi ai colleghi, ai professionisti, perchè ritengo sia arrivato il momento di unirsi e sottoscrivere un documento comune, e prendere una decisione ferma a tutela dei più piccoli e per garantire il futuro di ognuno di noi e dell’indotto perché da oggi per il futuro immediato ognuno di noi sarà soggetto a reati civili e penali e in molti casi fallimentari, con procedure pesanti che ci taglieranno fuori dal mercato del lavoro.

Tutto questo accadrà, – continua di direttore generale della Cassiopea – anzi è già in corso, con la mancanza del Durc, con il mancato pagamento dell’IVA e tasse varie. In tutto questo si configurano reati penali, amministrativi, civili. Questo sarà causa di mancanza di rating finanziario, escludendo ognuno di noi dalla possibilità di accedere al credito”.

Poi l’accusa pesante

“Dopo due anni di lavoro, con sacrifici e rischi enormi, il vero traditore dell’imprenditore è stato lo Stato.

Si lo Stato, che ci ha tratto in un inganno incredibile e non è  giusto che a pagare sia la nostra categoria classificata  – inopportunamente e meschinamente da alcuni come truffatori – .

Noi non ci stiamo

Io, anzi noi, non ci stiamo. Non tutti siamo uguali. I governi e relativi governanti degli ultimi anni, hanno dimostrato chiaramente di non essere all’altezza di un Paese come l’Italia”

E Pettina continua.

“I nostri nonni, i nostri genitori, hanno combattuto per la libertà, per i diritti dei più deboli, delle donne, degli operari. Ci siamo assunti, tutti, responsabilità e non siamo venuti meno ai nostri doveri. Noi siamo chiamati come categoria – in maniera unitaria, compatta, omogenea –  a dimostrare che siamo diversi. Siamo Uomini, Imprenditori validi e non possiamo più aspettare e accettare che delle persone incapaci decidano per noi, per la nostra categoria, per il mostro lavoro per il futuro dei nostri operai, dei nostri figli.”

La proposta

“Chiediamo un incontro urgentemente per avere una risposta immediata, altrimenti l’invito è di fermare, anzi depositare le dichiarazioni in bianco, invitiamo l’Ance e tutte le associazioni di categoria a fare un tavolo tecnico. Non vogliamo passerelle buone per farsi vedere. Vogliamo risposte concrete e immediatamente anche dai sindacati del settore, nazionali e regionali, dall’Ars, dalle deputazioni nazionali e regionali.”

La petizione

“Fate girare questa nota – conclude Pettina . che aggiunge. Siamo predisponendo una lettera che arriverà sulle mail di chi ha poteri decisionali. Faremo un incontro per confrontarci e sottoscriverla. Tra sei mesi o un anno al massimo  la situazione precipiterà- Questo è bene saperlo. . Le proiezioni parlano di un’area destinata al fallimento che coinvolgerà il 20/30% delle imprese. I Crediti vantanti, se arriveranno non ci salveranno dal crack finanziario e le nostre aziende non ci saranno più;  i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. Oggi dobbiamo credere in noi stessi, rivendicare i nostri diritti, chi non vorrà sottoscrivere il documento unitario che stiamo elaborando, si renderà complice. Può sembrare un’affermazione cruda e forte, ma è così”.

E Pettina conclude

“Mi verrebbe di firmare L C  come acronimo di Lotta di Categoria, ma lo faccio con il mio nome, con la mia faccia: Giuseppe Pettina”.

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