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Libro Cuore di Cosimo Recupero

E’ passato appena un mese dal voto di fiducia al governo Meloni che già la…, pardon, il Presidente del consiglio sembra navigare a vista.

La finanziaria appena approvata dal consiglio dei ministri prima del passaggio parlamentare è un documento contabile privo di qualunque slancio, idea o visione di futuro e che potrebbe causare gravi danni al Paese, e fra un attimo vedremo perché.

I più attenti osservatori avranno di certo notato l’affanno della Meloni, dovuto non certamente al “lavoro a massima velocità” di cui la stessa premier ha parlato.

Normalmente, quando un nuovo governo o amministrazione, sia esso nazionale che locale, si insedia, la prima cosa che fa è giocarsi le carte migliori, quelle più ad effetto. E questo lo sa anche la Meloni che si è giocata le sue carte migliori. Peccato che le sue carte migliori fossero qualche mancetta elettorale per la borghesia medio-alta ed un bel calcio nel sedere alle fasce più deboli della popolazione. L’abolizione dal 2024 del reddito di cittadinanza, che sicuramente va riformato ma non tolto, e l’aumento della soglia ad 85.000 euro per l’applicazione del regime forfettario sono proprio le carte migliori che la Meloni si è giocata alla prima mano di poker ma è chiaro che sono lontanissime da qualunque possibilità di rivelarsi utili per l’Italia, anzi.

Si aggiunga anche la decisione di tagliare il cuneo fiscale di tre punti, il che potrebbe portare mediamente trenta euro netti in più in busta paga al mese agli italiani. Soldi che verranno però erosi dal taglio degli sconti sui carburanti che renderanno più caro non solo il pieno delle famiglie ma anche molti prodotti che in Italia vengono ancora prevalentemente  trasportati su gomma. In pratica più soldi per pagare beni e servizi a costi più alti. Un vero e proprio gioco delle tre carte, insomma.

Alla fine della fiera non c’è niente di strabiliante. Nulla di quanto veniva urlato in campagna elettorale, quando la Meloni, avendo dalla sua il fatto di essere l’unico leader d’opposizione, poteva promettere mari e monti al grido di “pronti a risollevare l’Italia”. Ma di questo passo l’Italia rischia piuttosto di essere ulteriormente affossata, anche perché le misure del governo sono tutte in linea con la visione neoliberista dell’economia, finora praticata da tutti, che sta trascinando a fondo non solo il nostro paese ma anche l’economia delle aree più sviluppate del pianeta. Una politica miope che guarda ai fatturati delle maggiori industrie e banche ma non alle esigenze di popolazioni sempre più povere e incerte. Insomma, la Meloni sta costruendo le basi ideali per un totale default e lei stessa lo capisce al punto da smentire il suo stesso sottosegretario Fazzolari il quale aveva risposto ironicamente alla richiesta di Calenda di un incontro con la premier. La Meloni, invece, ha accettato di buon grado di ricevere il figlio della Comencini. Chissà, magari Calenda andrà a Palazzo Chigi non con i temibili occhi di gatto di Letta ma con l’animo pieno di buone intenzioni, stile Libro Cuore.

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