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Parma, il dopo Pizzarotti corsa tutta maschile

Amministrative di Parma. Per il dopo Pizzarotti, una corsa tutta maschile di Patrizia Zangla

Parma. Domenica 12 giugno, in concomitanza ai cinque Referendum sulla Giustizia, si voterà per le Amministrative in ventisei capoluoghi del Nord, del Centro e del Sud, molto diversi fra loro, da Messina a Padova passando da Parma.

Si aprono le urne per l’elezione del nuovo sindaco della Città Ducale. Sarà una corsa tutta al maschile, sulla scheda elettorale i cittadini di Parma non troveranno il nome di una donna.  

Sono dieci i candidati in corsa per la poltrona di primo cittadino, inizialmente erano dodici, il Tar ha respinto i ricorsi di Michela Canova e Roberta Roberti con le liste Parma Democratica e Parma Città Pubblica, che sono state escluse dalla competizione elettorale. Le due liste erano state ricusate il 15 maggio da parte dell’ufficio elettorale circondariale per carenza della documentazione.

Lo scenario politico di partenza vede avvantaggiata la coalizione progressista, e il Centrosinistra in particolare, con una posizione più consolidata rispetto alla media nazionale e il Centrodestra in leggero svantaggio.

Per quanto concerne i partiti maggiori, primo partito si conferma il Pd con il 27,8%, seguito da Lega e Fratelli d’Italia, in competizione fra loro, entrambi attorno al 19%. Non è presente alla competizione il  Movimento 5 Stelle.

Una panoramica generale e complessiva vede dunque dieci uomini, dal momento che la competizione ha perso la sua componente femminile.

L’attuale sindaco, Federico Pizzarotti, arrivato al termine del suo secondo mandato, affida la nuova sfida all’assessore alla cultura della sua Giunta Michele Guerra che cercherà di raccoglierne l’eredità. Sostenuto dal Pd con l’appoggio di liste del centrosinistra, una larga coalizione: “Uniti Vince Parma” che vede insieme Pd -finora all’opposizione-, “Effetto Parma”- gruppo civico dell’Amministrazione in carica-, Italia Viva, Partito Socialista, Articolo Uno, Onda, Coraggiosa e Sinistra Italiana.

Per Pizzarotti è l’addio alla Amministrazione di Parma, che lo ha visto sindaco per dieci anni, che così ha voluto omaggiare nel suo congedo:

“Il mio saluto ai concittadini e alla città che mi ha visto crescere come uomo, come cittadino, come sindaco. Da domani tornerò a essere cittadino, ma anche da cittadino non smetterò di sostenere che Parma merita tutto, tutto, il nostro ottimismo e coraggio. Niente da aggiungere, se non: grazie Parma”. La città di Parma che ha accompagnato verso la realizzazione di un progetto volto a creare le condizioni per una svolta: raggiugere il profilo di una grande capitale europea.

Quando ha iniziato la sua sindacatura c’erano 870 milioni di debito, serio il rischio di fallimento,  oggi lascia una situazione positiva: Parma è una delle città con il bilancio più solido d’Italia, nonostante la crisi investa la gran parte delle realtà italiane.
“La storia del sindaco Pizzarotti è unica” – ex M5S, poi candidatosi in maniera indipendente nel 2017 con Effetto Parma- come ha precisato Enrico Letta in visita alla città per sostenere il candidato Guerra. Il segretario del Pd ha anche auspicato come il ‘modello Parma’, vale a dire l’unità delle sinistre, possa essere replicato a livello nazionale.

Anche il ministro Andrea Orlando ha fatto ivi tappa elettorale, e nell’occasione ha risposto in merito a due importanti infrastrutture che riguardano il territorio, il raddoppio della ferrovia Pontremolese Parma-La Spezia e il completamento del corridoio Tirreno-Brennero (Tibre).

Pragmatico e realista, come il suo live motive “Parma fa tredici” in riferimento ai tredici quartieri cittadini perché  – come spiega ai suoi elettori Michele Guerra -nessuno si senta ai margini.

Con il monito di eliminare la rigida e passatista distinzione fra centro e periferia e valorizzare ogni parte della città per rappresentare una forza centripeta e produrre una nuova accelerazione alla traiettoria già segnata.

“Ho scelto il futuro” -dice Guerra- dunque quello dei quartieri e delle donne e degli uomini di ogni età, quello di una città equa e sostenibile, che punta sulla cultura, sull’incremento del turismo, e si proietta nel futuro.

La frangia più estrema della sinistra, Potere al Popolo, Rifondazione e Partito Comunista Italiano, si presenta con Andrea Bui.

Bui, educatore presso il centro socio-occupazionale per adulti disabili psichici nella Cooperativa La bula, che da oltre quarant’anni è in prima linea nei progetti di inclusione sociale, è militante e attivista. Per Parma prevede: “un progetto di cambiamento radicale, che riporti al centro le disuguaglianze sociali, la crisi economica a partire dalla questione della casa e della questione ambientale”.

La stessa che connota il programma di Europa Verde che sostiene Enrico Ottolini, il biologo con vari anni di attività professionale e volontario in associazioni ambientaliste, oggi nella cooperazione sociale che crede nel suo progetto dal titolo benaugurante “Cambia l’aria”.

Diviso corre invece il Centrodestra.

Civiltà Parmigiana, sigla storica della politica cittadina, con il sostegno di Azione presenta un proprio candidato: Dario Costi, architetto, che dirige il Laboratorio di ricerca sulla Smart City. Si presenta dunque come ‘terza via’ Civiltà Parmigiana, il movimento civico che, in alleanza con il Centrodestra, aveva portato all’elezione prima di Ubaldi e di Vignali.

Dopo la vicenda giudiziaria che lo ha travolto e il dissesto finanziario lasciato in eredità, torna anche Pietro Vignali – sindaco dal 2007 al 2011-, era stato arrestato con la accusa di corruzione e peculato nell’inchiesta Public Money. A sostenerlo Forza Italia e la Lega.

In città in molti si chiedono se il suo ritorno alla politica nasca dalla volontà di riscatto oppure dall’incapacità di rinnovamento del partito. 

Giampaolo Lavagetto è in lizza con “Per Parma 2032”. Già collega di Giunta di Vignali, è stato infatti candidato consigliere regionale nella lista civica “Borgonzoni Presidente” nel 2020.

Mentre Fratelli d’Italia ha deciso di andare per conto proprio sostenendo la candidatura di Priamo Bocchi, attuale responsabile provinciale Enti locali del partito. Un nome noto in città, a non dimenticarlo soprattutto le donne.

Era il novembre 2020, Priamo Bocchi, coordinatore di Fratelli d’Italia a Parma, mentre il Consiglio comunale era convocato in streaming per discutere una mozione contro le discriminazioni di genere e le violenze legate al sesso, sulla sua pagina Facebook postava la foto di un deretano maschile, un sedere, accostato al fermoimmagine dei consiglieri in videoconferenza.

Un gesto squalificante, rivelatore di una condotta lesiva nei confronti della città e delle istituzioni – della stessa carica ricoperta dal consigliere – e soprattutto offensivo verso le donne, quelle nove donne uccise in città, vittime, come si usa dire, di femminicidio. Al tempo era stato severamente redarguito dal sindaco Pizzaroti, e si era dimesso, oggi è candidato sindaco. Tornando alla politica odierna, la spaccatura nel Centrodestra, non lenita dalle divisioni a livello nazionale, portano Bocchi a porsi come fine il superamento di Vignali per sfidare Guerra al ballottaggio.

Gli elettori parmensi troveranno anche il “Movimento 3V” che candida Luca Galardi, ingegnere meccanico, che -come si legge nella nota del Movimento-: “È un cittadino che ama l’Italia, la sua Costituzione e la Libertà”.

Un altro Movimento è “L’altra Parma” con Marco Adorni, insegnante di lettere. Tra le liste che lo appoggiano anche “Io Apro Rinascimento”, il movimento politico di Vittorio Sgarbi.

 Candidato di “Noi siamo davvero” è Gaetano Vilnò, vanta una lunga esperienza come manager, ed è agente finanziario per varie aziende.

I sondaggi stimano una affluenza alle urne pari a al 47% che potrebbe raggiungere il 53% dato stabile a cinque anni fa. Da considerare la possibilità di una ulteriore percentuale di astensionismo. 

Dieci candidati per la poltrona a sindaco sono un numero considerevole che -come confermano anche i sondaggi- renderebbe inevitabile un ballottaggio, se nessuno dei candidati dovesse raggiungere il 50% al primo turno. Ballottaggio previsto per domenica 26 giugno.

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