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Perchè Nino Minardo esita a venire a Messina

Da quando l’attuale Segretario regionale della Lega, on. Nino Minardo, ha iniziato ad assumere posizioni altalenanti sul caso Germanà, sulla rete è iniziato a circolare un articolo di Repubblica del 2 febbraio 2020 che lo chiama in causa anche per una condanna a 8 mesi, pena sospesa, conseguita da responsabile del Cas. Fuoco amico? Può darsi, certo che un pò di ruggine rimane sempre quando avvengono certi incidenti e quando certi percorsi sono lastricati di ambiguità. A seguire l’articolo de la Repubblica del 2.2.2020:

Minardo, il leghista milionario benzina, affari e amici potenti

di Giorgio Ruta L’ultimo acquisto della Lega in Sicilia è un nome che conta. Più che per la sua storia politica, per il peso economico di una delle famiglie più ricche dell’Isola, che da Modica ha costruito un impero, aprendo pompe di benzina in tutta Italia. Nino Minardo ha le carte in regola per essere il nuovo uomo forte di Matteo Salvini nella regione. Non a caso lo si vedrà già domani accompagnare il leader del Carroccio per le vie di Palermo.

I Minardo sono sinonimo di soldi, in provincia di Ragusa. Dal loro ” quartier generale” nelle campagne di Modica parte una sfilza di società con cui fanno affari in molti settori: dall’edilizia al turismo, passando per l’editoria con l’emittente Video Regione. Ma il core business è il petrolio, con il marchio Giap che conta più di centro distributori di carburante in tutto il Paese: dalla Lombardia alla Sicilia, passando per la Toscana e la Campania.

A costruire l’impero è stato Rosario Minardo, il padre di Nino. Bidello, proprietario di una pompa di benzina, in pochissimo tempo, alla fine degli anni Settanta, si è trovato a gestire miliardi di lire. Adesso, per rendersi conto delle dimensioni, soltanto una delle società, la Zenit, fattura 334 milioni di euro. La velocissima scalata incuriosì la rivista I Siciliani, fondata da Pippo Fava, che nel 1985 gli dedicò un ampio servizio, con un articolo firmato da Claudio Fava e Pietro Vernuccio. Come ha fatto? Sicuramente non si troverà una risposta online, dove ben poco viene riportato sul conto di una delle famiglie più ricche e potenti della Sicilia.

D’altronde, la discrezione è una delle cifre dei Minardo. Anche se qualche volta un po’ di polvere l’hanno sollevata. Anzi di sabbia. Come quando, con una delle loro tante società, avviarono il progetto di costruire a pochi metri dalla spiaggia di Marina di Modica un resort che domina tutta la costa. A nulla servirono le critiche di cittadini e ambientalisti, preoccupati per il cemento sulle dune: l’albergo è stato realizzato e inaugurato.

Questo ha alle spalle Nino Minardo. Classe 1978, entra giovanissimo in politica. Assessore allo Sport nella Provincia di Ragusa ad appena 26 anni, quattro anni dopo era già in Parlamento, eletto nelle liste del Popolo delle libertà. Berlusconiano, con un passaggio nel Nuovo centrodestra di Angelino Alfano, prima di ritornare in Forza Italia ha collezionato incarichi nel partito e fuori dal partito, come la presidenza del Consorzio autostrade siciliane e la direzione della Fondazione Federico II. Proprio la gestione del Cas gli ha comportato una sentenza definitiva per abuso d’ufficio: una nomina senza concorso pubblico gli è costata una condanna a otto mesi, pena sospesa.

La politica, per i Minardo, è un vizio di famiglia. Lo zio Riccardo, dopo aver fatto il sindaco di Modica, è stato senatore con Forza Italia, per poi finire la carriera sugli scranni di Palazzo dei Normanni, con il movimento autonomista dell’ex presidente della Regione Raffaele Lombardo.

Gli imprenditori modicani sanno tessere rapporti con gli uomini che contano: dall’ex ministro Angelino Alfano all’ex presidente del Senato Renato Schifani, passando per il presidente dell’Assemblea regionale Gianfranco Miccichè. Adesso, però, indossando la camicia verde della Lega si apre una nuova strada, con buona pace dei vecchi amici.

  • nella foto Salvini e Minardo

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