Cultura

Compagni di classe: Franco Sgalambro e Totò Ragno

Compagni di classe: Franco Sgalambro – Totò Ragno di Giuseppe Pracanica

Nel 1986  due nostri compagni di classe del Ginnasio dell’Istituto salesiano S.Luigi di Messina, sito sul viale Regina Margherita, oggi purtroppo chiuso, avevano ricevuto altissimi riconoscimenti, in campi diversi, il primo Franco Sgalambro, da papa Giovanni Paolo II il 5 aprile era stato nominato vescovo di Minturno, ed Ausiliare di mons. Ignazio Cannavò presso Arcidiocesi di Messina, Lipari e S.Lucia del Mela, mentre il secondo, Totò Ragno, il 22 giugno dello stesso anno era stato eletto deputato regionale. Successivamente il primo sarebbe stato anche nominato Vescovo di Cefalù mentre il secondo, più volte, eletto senatore della Repubblica. Provenivano da esperienze molto diverse. Il primo rimasto orfano della madre in tenera età, aveva seguito,  con il fratello più piccolo, il padre, bancario, che da Sortino era

Poldo Biondo, Pippo Ferrante, Mimmo Germanò, mons. Domenico Amoroso,  stato trasferito a Messina.

mons. Franco Sgalambro, don Giuseppe Panascì e l’on. Totò Ragno   il secondo la madre, la signora Aldea Righetti Crisafulli lo aveva dovuto mettere in collegio, perché il marito, l’avv. Luigi Ragno, era stato internato come fascista, nel campo di concentramento, organizzato dagli anglo-americani, nella Certosa di Padula, in provincia di Caserta. Poiché le notizie che filtravano da Padula  descrivevano situazioni insostenibili per gli internati, Totò, sempre triste ed angosciato, nonostante che nel biennio, era sempre stato il primo della classe, cercava conforto in don Panascì. Chi era sua madre, Aldea Righetti Crisafulli? Il nonno, l’on. Michele Crisafulli Mondio, ricchissimo proprietario terriero della zona jonica, aveva sposato una donna bellissima, e per questo qualcuno aveva pensato che fosse stata un’attrice, ma forse non lo era, Gigliola Artiglia, nata in provincia di Verona, a Legnago, una delle piazzaforti austriache del famoso quadrilatero, che aveva una nipote, Aldea Righetti, figlia della sorella che, nel 1916, decenne, venne in Sicilia per la stagione balneare. Il Crisafulli si affezionò alla bambina e, con il consenso dei genitori naturali, l’adottò. In seguito Aldea Righetti Crisafulli avrebbe sposato l’avv. Luigi Ragno. Per festeggiare Franco e Totò, pensai di organizzare un incontro conviviale, coinvolgendo Mimmo Germanò, professore di Medicina del Lavoro presso l’Università di Messina, Pippo Ferrante, provveditore agli studi di Messina, Poldo Biondo, ispettore superiore delle Poste e sindaco di Castelmola, Domenico Mittiga, farmacista a Catanzaro, Ubaldo Raco di Reggio e tanti altri, che mi diedero la loro entusiastica adesione. A settembre ci incontrammo in un ristorante della città. Naturalmente all’incontro non poteva mancare don Panascì, al quale tutti noi eravamo rimasti legatissimi, sia come professore ma soprattutto come uomo, nonostante i quasi trentacinque anni trascorsi dalla nostra licenza liceale (1952). Conoscendo la sua ritrosia a partecipare ad eventi pubblici gli telefonai dicendogli, “Vossia mi deve  fare un grande favore”, lui subito mi rispose “se posso senz’altro”. Ed io “può, può! Abbiamo deciso di festeggiare Franco Sgalambro e Totò Ragno e lei non può mancare.” Preso alla sprovvista mi disse “Non posso venire, perché non ho le chiavi dell’istituto.” Ed io “Non si preoccupi”. Subito telefonai a don Calcagno, che conoscevo da chierico perché avevamo giocato a pallone assieme, e che allora era il Direttore del Collegio, il quale dopo che gli riferii la scusa addotta da don Panascì, mi disse “vieni che ti dò dieci mazzi di chiavi!!!”. Quindi la sera passai a prendere don Panascì con mons. Domenico Amoroso, che oltre ad essere l’altro vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Messina, era anche salesiano.

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