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Alcide De Gasperi: 25 Aprile di ogni anno Festa Nazionale


Il Governo provvisorio, guidato da Alcide De Gasperi, stabiliva, per decreto, che il 25 Aprile di ogni anno sarebbe stata Festa Nazionale. Era il 22 Aprile del 1946.

Il 25 Aprile, simbolo della vittoriosa lotta di resistenza attuata dalle forze alleate e dall’esercito cobelligerante italiano ed anche dalle forze partigiane durante la seconda guerra mondiale a partire dall’8 Settembre 1943.

Nella notte tra il 9 ed il 10 luglio 1943, le truppe alleate sbarcarono lungo le coste di Gela, iniziando così la campagna di liberazione dell’Italia.
La città di Gela fu l’unica città siciliana ad opporre resistenza.
In quella circostanza, Gela fu la porta
d’Europa ed iniziò la Democrazia europea.
Gela fu quindi teatro di una delle pagine più importanti della storia d’Europa.
Una pagina di guerra oltre che di storia

Per il terzo anno consecutivo, l’importantissima ricorrenza del 25 Aprile cade in un momento storico alquanto critico e doloroso.
Un momento paragonabile, a tutti gli effetti, ad una vera e propria guerra, con i suoi eroi, i suoi caduti ed il suo peggior nemico: un virus insidioso, proprio  come allora.
Un virus che, se ieri possedeva una connotazione di tipo ideologico-politico, oggi presenta una portata meramente biologica.
Al virus appartenente all’ormai lontano passato fu storicamente attribuito il nome di fascismo ed ebbe una forza così devastante da inquinare le coscienze  ed annichilire l’Italia.
Quella stessa forza sterminatrice di allora si è riproposta oggi attraverso un  virus che ha soltanto cambiato nome e forma, mantenendone però inalterata la sostanza.
La ricorrenza del 25 aprile, dunque, se per un verso ci ricorda quanto sciagurato, quanto foriero di lacrime, sangue e dolore sia stato quel mutamento dello spirito pubblico che fece da base di massa al fascismo, allo stesso modo ci fa riflettere su come questo nuovo virus biologico, dal nome Covid-19, ci  abbia messo profondamente a dura prova; e ciò fino al punto di sopprimere ingiustamente le nostre vite ed immobilizzare la nostra economia, offendendo la tanto sacra ed inviolabile dignità umana e privando della  libertà il popolo italiano che, unito in questa battaglia, si è  visto costretto a barricarsi solidalmente nelle proprie dimore, le quali si sono trasformate in vere e proprie trincee contro il nemico.
Proprio come accadeva  allora contro i nazi-fascisti.
E’ quindi maturata negli italiani la consapevolezza che di questo nuovo virus non sarà affatto facile potersene liberare.
L’essere umano sembra essere  quasi sottomesso alla sua potenza minacciosa; la stessa che schiavizzava l’uomo in epoca fascista.
Ma anche se il cammino da percorrere è duro e sacrificato, non dobbiamo abbandonarci al pensiero che sia totalmente buio. La luce tornerà di certo e tornerà ancor più se il POPOLO ITALIANO  riuscira’ a confidare ed a credere in quella sovranità riconosciutagli dalla Carta Costituzionale.
Sovranità che deve essere custodita gelosamente per evitare che possa essere compromessa da spiriti di matrice populista, egoisticamente concentrati sul proprio ego, pronti a servire se stessi e per nulla propensi a creare i presupposti  per la realizzazione del BENE COMUNE.
Italiani, il futuro è solo nostro, non permettiamo ad alcuno di espropriarlo.
VIVA IL POPOLARISMO, VIVA LA DEMOCRAZIA, VIVA LA LIBERTÀ!

Guglielmo Rizzo
Democrazia Cristiana Sicilia

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