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Una vittoria di Pirro l’elezione del Capo dello Stato


Una vera “vittoria di Pirro” l’elezione del Capo dello Stato
di Guglilmo Rizzo

In un momento storico così delicato, nel quale la sola ed unica priorità dovrebbe essere quella di garantire la ripresa dell’Italia ed il benessere degli Italiani, la Politica fá una pessima figura, gestendo l’elezione del Presidente della Repubblica quasi come fosse uno scambio di figurine.
Un quadro dal quale la Politica risulta ahimè bloccata e frantumata, deficitario di una maggioranza ed al cui interno ogni partito, ogni leader politico gioca per sé stesso, per far prevalere le proprie scelte.
Una vera “grammatica del populismo”, insomma, che finire per cozzare decisamente con la virtuosita’ che dovrebbe accompagnare il processo di elezione di un Capo che rappresenta l’unità della Nazione.
Un’elezione, quella del nostro Presidente, che si sta espletando all’interno di un contesto colmo di aspetti negativi, eccessivi, sproporzionati e, quindi, dannosi per la Collettività che, afflitta dalle vicende che nell’ultimo biennio hanno colpito l’Italia, confida nel fatto che una ripresa possa realizzarsi solo attraverso un vero cambiamento.
Perché si possa migliorare e ricominciare bisogna cambiare e non si può pretendere di cambiare le cose continuando a fare nello stesso modo.
Non c’è nulla di immutabile, tranne l’esigenza di cambiare (Eraclito).
I nostri leader politici, piuttosto che “giocare” ad eleggere il Capo dello Stato, assecondando i capricciosi interessi di partito, avrebbero dovuto capre, sin dal primo momento, che l’ esigenza prioritaria dovesse essere quella di prendere a cuore le sorti dell’Italia, mettendo in primo piano gli italiani, in modo da giungere  con naturalezza ed in tempi adeguati ad una scelta ragionata pronta ad occuparsi dei problemi della quotidianità dei cittadini.
Allora tutto ciò ci induce ad affermare che LA POLITICA DEVE ESSERE AD OGNI COSTO RIVISITATA.
Occorrono rigore morale ed onestà intellettuale.
Ma finché non si lascia spazio ad un sistema fondato sul concetto di rappresentativita’, difficilmente potranno assumersi decisioni democratiche e ponderate e la Collettività sarà sempre la prima a partirne le conseguenze.

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