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150° nascita Sturzo: snellire la burocrazia favorire il lavoro


A 150 anni dalla nascita …

IL SIGNIFICATO PREMONITORE E DIALETTICO DEL PENSIERO STURZIANO
La cosciente è lungimirante opposizione allo statalismo che il “Prete Calatino” considerava una ” degenerazione sistematica dell”Intervento statale in campi non propri o con provvedimenti lesivi dei diritti dei cittadini”
SVECCHIARE LA POLITICA DALLE ANTICHE LITURGIE
Snellire la burocrazia per favorire il lavoro, che è l’elemento dominante della percentuale del PIL, cioè  il valore dei prodotti e dei servizi di uno stato sovrano in un determinato arco di tempo.
Quanto lavoro e quanta ricchezza vengono bloccati in Sicilia a causa delle procedure autorizzative !!!
Le procedure autorizzative servono solo a fare diventare “potenti” i burocrati.
Le tangenti nascono dalle autorizzazioni.
Dialogare con chi non perde di vista il Valore dell’Umanità  !!!
“Dai Cittadini Liberi dipende la fermezza nei principi e il rigore nel Rispetto della
Democrazia, affinché  essa sia al massimo Partecipata”
      Luigi Sturzo

È indubbio che il pensiero di Don Luigi Sturzo sia oltremodo attuale nella situazione di crisi in cui versa il panorama politico; crisi morale, di incertezze, tale da farci dubitare sul futuro della nostra Democrazia.
Un uomo in grado di discernere quel qualcosa che dipende dagli uomini, da quello che dipende dagli eventi, soprattutto riferendosi alla fermezza dei principi e alla fedeltà allo spirito dell’essere democratico, che deve vivificare tutta l’azione, politica e sociale.

Luigi Sturzo considerava quale primo canone dell’arte politica “l’essere sinceri e leali, fuggire all’infingimento”
Egli ebbe a considerare il Mare Mediterraneo, quale epicentro europeo, di decisiva importanza.
Se si fa mente locale, guerre e paci, sviluppo di civiltà  e creazioni di ricchezze, appartengono al “Mare Nostrum” e soprattutto noi, Sud-Europei, ne siamo testimoni partecipi, ma anche passivi.
Pensare al Mediterraneo vuol dire capirlo, amarlo, soprattutto conoscendone e riconoscendone l’espressione delle Civiltà.
Luigi Sturzo intuì  certamente che l’Europa non può sviluppare la propria “personalita”, disconoscendo quel mondo spiritualmente e storicamente diverso che è nel Sud che bagna le sponde del Mediterraneo.
Basta pensare che ancora oggi si odono, con notevole effetto, gli echi di Atene, di Roma, di Siracusa, di Cartagine, di Alessandria.
E pensare che  l’Europa ha radici dall’Ellesponto e che non potrà mai fare a meno delle porte di entrata, Gibilterra, Suez,  Bosforo.
Sturzo, in merito, affermava con veemenza che “oggi o domani, non importa, la Piccola Europa chiamerà la Grande Europa, e questa batterà alle tre porte, non come a proprie serrature di clausura, ma come a veicoli di Civiltà “

Guglielmo Rizzo
Dipartimento Sanità e Attività Sociali
Democrazia Cristiana Nuova Sicilia

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