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Il sindacato debole danneggia la democrazia del Paese

Il sindacato debole danneggia la tenuta democratica del Paese di Giovanni Frazzica

Il sindacato s’accontenta dell’uovo oggi e non pensa alla gallina di domani. Vediamo grandi lacune nelle strategie del mondo sindacale che non apparivano ai tempi della potentissima “triplice”, Cgil, Cisl e Uil guidata da Luciano Lama, Pierre Carniti e Giorgio Benvenuto. Altri tempi, altri uomini a cui va il riconoscimento per aver dato un serio sostegno alle Istituzioni democratiche negli anni più difficili del dopoguerra. Poi il progressivo appannamento della funzione sindacale, tant’è che in tutti i sindacati le Federazioni più consistenti sono quelle dei Pensionati. Poco lavoro, meno lavoratori, iscritti in calo, i pensionati restano per un passaggio semi automatico e danno una spinta come forza di inerzia. Questo è ben noto ai Governi ed a Confindustria che, di conseguenza, tengono in attenuata considerazione rispetto al passato le Organizzazioni Sindacali. Del resto non tutto ciò che il Sindacato ha fatto negli ultimi anni sembra fondato su logica e trasparenza. Si pensi alla fase convulsa che portò alla sostituzione di Raffaele Bonanni con Annamaria Furlan nella Cisl o Maurizio Landini, che diventa Segretario generale della Cgil succedendo alla Camusso, sostenitrice dei No Ponte. Landini sulla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina adotta la stessa linea della Camusso e rinuncia alla creazione di circa 100mila nuovi posti di lavoro, molti dei quali afferenti a quella categoria dei metalmeccanici che egli per anni aveva rappresentato. Misteri della fede, come si può continuare ad aver fiducia in sindacalisti che assumono posizioni inspiegabili di fronte alla logica. Ma non è finita, parliamo di Claudio Barone, già militante del Movimento studentesco palermitano, che nel 1978 entra nella segreteria della Uilm per poi diventare segretario confederale di Palermo e infine segretario generale della Uil Sicilia, con la regia di Carmelo Barbagallo, passato a sua volta dal vertice nazionale della Uil a quello del sindacato dei pensionati. Oggi che fa? Dopo 20 anni al vertice della Segreteria regionale verrà sostituito da Luisella Lionti, sua moglie, alla guida della Uil Sicilia, passando a sua volta alla guida dei pensionati dell’Uil regionale. La formalizzazione del passaggio del testimone dovrebbe avvenire il 7 dicembre prossimo nel corso di una riunione del Consiglio regionale dove non sono previsti dissensi. Un po’ come Berlusconi che propose la figlia Marina alla guida di Mediaset, essendo lui l’azionista di maggioranza e quindi il padrone. Ma il Sindacato può mai avere un azionista di maggioranza? Queste forme di “familismo”, come hanno scritto diversi quotidiani a tiratura nazionale, non finiscono con l’indebolire ulteriormente l’immagine già deteriorata del movimento sindacale che, unitamente ai partiti, dovrebbe essere elemento di sostegno per i diritti dei cittadini e della Democrazia repubblicana?

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