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Regionali: il nuovo che non avanza di Giovanni Frazzica

Regionali: il nuovo che non avanza di Giovanni Frazzica

Elezioni regionali alle porte, cominciano a prendere forma le diverse sfide per la conquista dei seggi nel Centro-Destra e nel Centro-Sinistra. Molte le novità che si prefigurano per l’edizione 2022 del rinnovo dell’Ars. La prima è la misurazione della tenuta del M5S che nella passata edizione aveva conquistato ben due seggi in provincia di Messina, con Valentina Zafarana, secondo mandato, e Antonio De Luca. L’anno prossimo, se varranno ancora le loro regole, la Zafarana non dovrebbe essere più candidabile ed i sondaggi danno il partito di Grillo in forte calo. Come finirà? Le prossime consultazioni potrebbero costituire anche un banco di prova per Elvira Amata e per Pino Galluzzo che, come si dice, dovrebbe essere nella lista del partito di Giorgia Meloni unitamente a Salvatore Ragno, nipote dell’omonimo senatore del MSI e figlio dell’ex assessore comunale Luigi Ragno che sfidò invano Francantonio Genovese nella candidatura a sindaco di Messina. Parlando di Genovese va detto che una delle maggiori incognite del momento è rappresentata proprio dall’on. Luigi Genovese che, eletto nel 2017 con quasi 18mila voti nelle liste di FI, ha abbandonato quel partito ed oggi non si sa se vorrà ricandidarsi alle regionali (si vocifera di un suo interesse per Montecitorio) ed eventualmente con quale lista. Per mettere in atto l’intesa tra Gianfranco Micciché e Matteo Renzi, FI in provincia di Messina potrebbe immaginare di fare due liste per ospitare contemporaneamente il sindaco di Brolo on. Pippo Laccoto e l’ex deputato leader di Sicilia Futura Beppe Picciolo. Sarebbe difficile infatti mettere questi due galli nello stesso pollaio ed è noto che entrambi sono corteggiati dall’Assessore regionale Mimmo Turano, responsabile di fatto dell’Udc siciliana, che a Messina avrebbe già acquisito importanti adesioni di amministratori comunali e quella dell’avv. Calogero Leanza, corteggiato da diversi esponenti politici. Da notare anche che in FI la competizione interna tra Tommaso Calderone e Bernardette Grasso sta facendo lievitare i consensi per entrambi e per il partito. Sembra invece che Centrosinistra e 5stelle stiano prendendo tempo per iniziare a definire liste e candidati, segno di evidente debolezza e di carenza di organizzazione. Non si sa se Articolo Uno, che da qualche mese può disporre, grazie a Flavia Timbro, di una rappresentanza nel Parlamento nazionale, sarà in grado di presentare la lista alle regionali o se riterrà più opportuna una convergenza sul Pd. Nella scuderia del partito di Letta non si vedono cavalli di razza, non sembrano esserci personaggi capaci di pilotare grandi volumi di suffragi verso se stessi ed il partito. Per la lista del Pd si fanno, ufficiosamente, i nomi di Franco De Domenico, Giovanni Mastroeni e Nino Bartolotta, figure istituzionali, brave persone, ma che non danno la sensazione del nuovo che avanza.

  • tratto dal settimanale I VESPRI

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