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Al Nord il “delitto d’onore”, al Sud l’Alta Velocità

Al Nord il “delitto d’onore”, al Sud l’Alta Velocità di Giovanni Frazzica

Corsi e ricorsi della Storia. Evitato per un pelo un delitto d’onore che poteva essere consumato nel giro di qualche minuto in una località impensabile, a Bolzano, nel profondo Nord. Vittima potenziale un malcapitato “Turiddu” fuggito, completamente nudo, dal talamo nuziale di un novello “Alfio”, rientrato a casa in orario inconsueto. Lo sfortunato amante, dopo aver percorso in modalità adamitica alcune decine di metri, ha cercato rifugio in un negozio di abbigliamento gestito da cinesi, che hanno chiamato i carabinieri. Prontamente intervenuti i militari dell’arma hanno accompagnato il casanova bolzanino in ospedale salvandolo dall’ipotermia e da qualche, probabile carezza di “liccasapuni” tirolese. In realtà il 5 agosto 1981, 40 anni fa, la legge 442 aboliva tra l’altro l’articolo 587 (delitto d’onore) del codice penale, cioè la legge che prevedeva una pena ridotta a chi uccidesse per difendere il proprio onore o quello della famiglia. In pratica il codice penale, dava rilevanza legale al concetto di onore per punire un omicidio con una pena molto più bassa dei 21 anni minimi di carcere previsti. Tuttavia la passione non si lascia fermare dalla normativa ed il fenomeno, che oggi appare estinto in Sicilia, considerato il terrore che ha sconvolto il play boy alto- atesino, forse sopravvive in quelle latitudini. La Sicilia invece, superata la fase di arretratezza culturale, viaggia in maniera trionfale verso la modernità ad Alta Velocità. Anche se il Frecciabianca Catania-Palermo-Messina pare sia una questione di facciata. Infatti Stefania Petyx racconta in tv che il nuovo treno, inaugurato da poco dal sottosegretario Cancelleri, è già fermo. Non solo: l’inviata di Rete4 ha scoperto che in realtà non si tratta di un treno ad Alta Velocità, perchè la Sicilia non dispone di binari adeguati. Inoltre, pur costando quasi il doppio del regionale, il Frecciabianca, nel giorno dell’inaugurazione, ha impiegato appena due minuti in meno del treno regionale in servizio. E l’on. Marianna Caronia afferma: “Vecchi treni ridipinti mandati in Sicilia dal nord, tempi di percorrenza addirittura peggiori dei già lunghissimi tempi precedenti (media di 65 km orari), costi aumentati a carico dei siciliani. Operazione che non ha alcuna giustificazione pratica se non quella di permettere a Trenitalia di “smaltire” qualche carretta senza pagare costi di demolizione. Non posso che chiedere all’Assessore Falcone di riferire in Aula a quanto ammontino i costi e se ritenga di dover ricordare al Governo nazionale che la Sicilia non è la discarica di Trenitalia”. Bene allora, che il Sud si goda questo ingresso nella modernità con la sua finta Alta Velocità, surrogato rispetto alla struttura vera per la continuità territoriale che è il Ponte sullo Stretto di Messina che anche questo Governo non vuole realizzare.

  • tratto dal settimanale I VESPRI
  • – nella foto Stefani Petyx

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