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L’avv. Leanza diffida la Regione per salvare il Cda “Lucifero”

L’avv. Leanza diffida la Regione per salvare il Cda della “Lucifero” di Giovanni Frazzica

Milazzo, il CdA della Fondazione Lucifero assomiglia alla Torre di Pisa, “che pende, pende e mai non cadrà”. Anche se Franco Scicolone è convinto che certa tifoseria spera nella decadenza, soprattutto nella sua, per affrettarsi a mettere la polvere sotto il tappeto. L’avv. Calogero Leanza, che ha stilato la diffida per fermare la ventilata ipotesi di commissariamento dell’Ente, ha detto:”Sono convinto che la paventata decadenza sia in forte contrasto con le norme Statutarie. Non può dirsi che sia venuta meno la maggioranza dei membri in seno al CdA, e ciò risulta ovvio dalla lettura dello Statuto della Fondazione, poichè, a seguito delle dimissioni dell’avv. Vincenzo Ciraolo e del sig. Francesco Iannucci, l’Organo preposto (la Corte d’Appello), ha provveduto tempestivamente a designare un nuovo membro (ex art. 6, Statuto della Fondazione) – peraltro in epoca anteriore alle dimissioni della d.ssa Guidaldi – evitando di far venir meno la maggioranza dei membri del Consiglio, idonea a determinare la decadenza. Tale considerazione muove dall’evidente presupposto secondo cui, per l’ipotesi di decadenza di uno o più membri del C.d.A., e per la nomina conseguente, non è in alcun modo prevista dal ridetto Statuto alcun atto ulteriore per l’insediamento del singolo consigliere, se non la designazione da parte dell’organo preposto, come avvenuto nella fattispecie de qua. Il Decreto Assessoriale di nomina è, invece, previsto per la sola ipotesi della nomina dell’intero Consiglio, a seguito della scadenza naturale del mandato. Ritengo pertanto che tale procedimento vada fermato, propugnando una battaglia di buon senso, oltre che di diritto”. Questo il testo prodotto dal professionista messinese a difesa dei diritti di Franco Scicolone, suo assistito: Oggetto: Pretesa decadenza del CdA della Fondazione “Barone Lucifero Milazzo”. Per conto e nell’interesse del mio assistito sig. Scicolone Franco, nella qualità di Consigliere d’Amministrazione della Fondazione “Barone Lucifero di S. Nicolò” – Milazzo per il quinquennio 2019/2024, giusta designazione espressa dal Sindaco del Comune di Milazzo con determinazione sindacale n° 40 dell’11/9/2019 (che unitamente a me sottoscrive la presente per conferma ed accettazione del suo contenuto), dopo aver premesso:
– che con atto del 6/9/2021 della Fondazione “Barone Lucifero”, rassegnavano le dimissioni dal CdA l’avv. Vincenzo Ciraolo ed il sig. Francesco Iannucci;
– che con nota prot. 1195 della Segreteria della Fondazione si comunicava ai membri del C.d.A. rimasti in carica la nomina della prof. Maria Teresa Collica, quale membro designato dalla Corte d’Appello di Messina;
– che con protocollo n° 1416 del 3/11/2021 della Fondazione rassegnava altresì le dimissioni dal CdA la d.ssa Delfina Guidaldi; – che con atto dell’8/11/2021 il Dirigente del Servizio 9 “II.PP.A.B.”, presso l’Assessorato Regionale della Famiglia, l’Assessore competente a nominare un “commissario straordinario al fine di garantire la gestione ordinaria e straordinaria dell’Ente”, ritenendo evidente “la carenza del quorum funzionale dell’organo collegiale”. Tutto ciò premesso, in riferimento alla postulata decadenza del C.d.A., a cagione del venir meno della maggioranza dei membri (ipotesi normata dall’art. 9 dello Statuto, secondo cui “Il CdA decade dalla carica quando, per qualunque causa, viene meno la maggioranza dei membri”), ritengo opportuno segnalare che tale ipotesi non risulti sussistere nel caso di specie, non essendo venuta meno la maggioranza dei membri in seno al ridetto organo amministrativo. E ciò poichè, a seguito delle dimissioni dell’avv. Vincenzo Ciraolo e del sig. Francesco Iannucci, l’Organo preposto (la Corte d’Appello di Messina), ha provveduto tempestivamente a designare un nuovo membro (ex art. 6 dello Statuto della Fondazione) – peraltro in epoca anteriore alle dimissioni della d.ssa Guidaldi – evitando, pertanto, di far venir meno la maggioranza dei membri del Consiglio, idonea a determinare la decadenza di cui ho appena sopra fatto cenno. Tale considerazione muove dall’evidente presupposto secondo cui, per l’ipotesi di decadenza di uno o più membri del C.d.A., e per la nomina conseguente, non è in alcun modo prevista dal ridetto Statuto alcun atto ulteriore per l’insediamento del singolo consigliere, se non la designazione da parte dell’organo preposto, come avvenuto nella fattispecie de qua. Il Decreto Assessoriale di nomina è, invece, previsto per la sola ipotesi della nomina dell’intero Consiglio, a seguito della scadenza naturale del mandato (art. 6, a norma del quale “Il Consiglio è nominato con decreto dell’Assessore Regionale della Famiglia). In tal senso depone vieppiù l’art. 10 del ridetto Statuto, secondo cui “Il Consigliere che, per qualunque causa, cessa dalla carica prima della scadenza del mandato, è sostituito da altro membro designato dall’Organo che aveva proceduto alla precedente designazione. Il Consigliere decaduto, o comunque cessato dalla carica, deve essere immediatamente sostituito”. È necessario, pertanto, che il CdA venga regolarmente convocato da chi di competenza, e ciò al fine di consentire lo svolgimento della regolare attività amministrativa dell’I.P.A.B. In considerazione di quanto sopra, posto che l’eventuale declaratoria di decadenza del CdA della Fondazione “Barone Lucifero” risulta del tutto illegittima ed in contrasto con le previsioni statutarie, Vi inoltro formale diffida dall’adottare qualsivoglia atto amministrativo teso a tale scopo, con l’espresso avvertimento che, nella denegata ipotesi in cui ciò avvenisse, agirò nelle competenti sedi giurisdizionali per la migliore tutela degli interessi del mio rappresentato”. “Vorrei continuare – dice Scicolone – solo per completare il risanamento dell’Ipab nell’interesse degli utenti e di Milazzo”.

  • tratto dal settimanale regionale I VESPRI

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