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A Messina Freccia Bianca perde la punta di Giovanni Frazzica

A Messina Freccia Bianca perde la punta di Giovanni Frazzica

Il viaggiatore che si imbarca sul “Freccia Bianca” a Siracusa o a Catania, convinto di viaggiare sul treno del futuro, giunto a Messina potrebbe subire qualche amara delusione. Il progetto collegato all’introduzione del nuovo treno per essere in qualche modo efficace necessita di due fattori: la puntualità lungo il tragitto e la coincidenza con la nave traghetto della Blue Jet in attesa al porto di Messina. Cosa può succedere a Messina considerato che il Freccia Bianca, classificato treno a lunga percorrenza, di ferma al binario 9, il più lontano dalla banchina della Stazione Centrale? Un giovane in buona salute, senza bagaglio, può raggiungere con una certa facilità l’ingresso della Stazione Centrale e da lì, percorrendo in fretta 800 metri può sperare di raggiungere in tempo la nave traghetto. Stessa sorte potrebbe non toccare ad una famiglia media con bagaglio, bambini e anziani al seguito. Oltre alla fatica di compiere il tragitto descritto, potrebbe arrivare fuori tempo e vedere la nave che salpa e che fa saltare anche l’altra coincidenza col treno già pronto sulla costa calabra. In effetti quando fu immaginato questo progetto, che consisteva nell’ottimizzare i tempi con un sistema di coincidenze, l’allora Presidente dell’Autorità Portuale, il prof. Dario Lo Bosco, aveva previsto un tapis roulant che collegava la Stazione Centrale con la Marittima. Poi un titolo di giornale seppellì ogni cosa:”Tre funzionari pubblici, tra cui il presidente di Rfi, Dario Lo Bosco, sono finiti ai domiciliari a Palermo con l’accusa di avere intascato tangenti per decine di migliaia di euro”. Da allora quell’idea rimase nel cassetto e oggi Michele Barresi, Segretario provinciale di Uil Trasporti, dice: “L’introduzione dei treni freccia bianca nel triangolo Messina Catania Palermo è un’idea datata oltre un decennio.  Ad oggi è certamente un’opportunità che consente di avere maggiori servizi che colleghino l’interno isola con il resto del Paese. Il limite del servizio previsto consiste nella infrastruttura ferroviaria ancora per larghe tratte a binario unico e con velocità massima di 160 km/h ed una media di100 km/h ben lontani da una Alta Velocità anche definita light. Ricordiamo che i cantieri per il raddoppio Giampilieri-Fiumefreddo sono ancora in fase iniziale.   Occorre inoltre spingere per l’intero raddoppio della tratta tirrenica Messina-Palermo, oggi esclusa dai progetti e a binario unico per il 40% della sua estensione. Non si può inoltre pensare di creare continuità territoriale sullo Stretto impiegando Freccia Bianca, ma senza adeguare i servizi a supporto della navigazione, il potenziamento della flotta Blujet ed al tempo stesso incrementare l’attuale traghettamento ferroviario dei treni a lunga percorrenza ormai ridotto a soli 5 convogli al giorno, insufficienti ad un’isola di 5 milioni di abitanti“.

  • nella foto Michele Barresi
  • tratto dal settimanale I VESPRI

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