editoriale

Oltraggio a Donat Cattin di Domenico Cutrona

Il recente convegno di Saint Vincent ha rappresentato un momento di mistificazione della memoria e della figura del leader storico della sinistra sociale dc. Bisogna sradicare la mala pianta dell’opportunismo. I valori del popolarismo devono essere ripresi e valorizzati, aggiornandoli, per un nuovo progetto politico di centro.

Domenico Cutrona

Si è svolto a Saint Vincent, un convegno organizzato da Gianfranco Rotondi, sotto la dizione “transizione, secondo la enciclica di Papa Francesco, con una miscellanea di persone di diversa estrazione politica, in una sede che era propria dei convegni della corrente di Carlo Donat Cattin, della sinistra democristiana.  Nessun legame al pensiero di Donat Cattin, ma solamente un profondo opportunismo, al solo fine di garantirsi un posto in lista e mistificando la storia della Democrazia Cristiana.

Donat Cattin, era sostenitore della politica della terza fase, tracciata da Moro, con un riferimento esplicito ai ceti popolari del paese. Oggi queste posizioni sono tutte disattese, perché la politica è impostata sul trasformismo e sull’opportunismo. Abbiamo ribadito in altre circostanze che la riedizione della Dc non è più ripetibile, perché il glorioso partito ha finito il suo compito storico, per cui è impossibile ripetere e infangare un grande partito come la Dc.

Si assiste giorno dopo giorno ad una presa di posizioni che sono solo opportunistiche di volere creare una nuova Dc.  Addirittura qualcuno parla di nuova Dc di Cuffaro, mai nessuno si era sognato di dire la Dc di Alcide De Gasperi, perché il partito era di tutti. Tutto ciò è molto opinabile, addirittura falsato, nel proporre la Dc solo per un fatto opportunistico e senza alcuna novità o nuova proposta politica.

Nel corso degli ultimi trent’anni della vita politica del Paese, sono sorte alcune formazioni politiche, che si sono rifatte alle idee della Dc, ma sono stati dei piccoli partiti denominati cespugli, perché condotti a titolo personale e senza nessun intento ad aggregare una nuova politica, anche per il fatto che non erano uomini di grande spessore politico, con il risultato che oggi conosciamo. Adesso si vuole infangare addirittura la Dc, con una sceneggiata poco signorile, ma piena di furbizia per consegnare la storia di un grande partito a chi non ha storia e cultura democristiana, solo per puro posizionamento personale senza alcun interesse per la vita comune del paese.

Il convegno sotto l’aspetto della proposta politica è stato un fallimento, poiché ha creato solo confusione che si aggiunge a quella già conosciuta, a dimostrazione che oggi in questo paese, non ci sono idee chiare sul futuro politico. Abbiamo visto come la riforma costituzionale del taglio del numero dei parlamentari è stata affrontata da tutte le parti politiche, in definitiva sono stati tutti d’accordo nel fare votare si alla riforma costituzionale, con un grave danno ai cittadini per la mancanza di rappresentanza in parlamento.

Tutto ciò costituisce solo opportunismo per difendere solo la propria persona, una classe politica che non ha la visione del bene comune e delle prospettive del futuro è una classe politica inadeguata a condurre il futuro del paese, a maggior ragione se quelli che cercano spazio sono quelli che hanno fallito e che si rifanno alla storia per acquisire consensi. Questa è una strada errata e piena di pericoli, tortuosa, turlupinatoria e senza alcuna prospettiva politica, è fatta solo da personale politico inadeguato che cerca di restare in evidenza per sopravvivere, senza alcuna prospettiva politica e senza nessuna proposta.

Il Paese ha toccato il fondo, anche per la pandemia, ma non si vede una prospettiva politica seria, che possa risolvere la questione del lavoro e dello sviluppo. La storia non si ripete, serve solo alla conoscenza del passato, il bravo politico si serve della storia per non ripetere gli errori del passato, ma deve guardare al futuro in base alle esperienza del passato, dunque, questi guardano solo al proprio posizionamento, per avere un posto in parlamento.

A tal uopo, serve un nuovo soggetto politico, distinto dalla destra e dalla sinistra, che non sia un centro geometrico, ma che sia espressione di una politica naturale risalente all’ingresso dei cattolici in politica, dopo la pubblicazione dell’enciclica Rerum Novarum di Papa Leone XIII. È fortemente auspicabile questo nuovo soggetto politico, che dovrà essere ben distinto da tutti questi amici che sono diventati inadeguati per un serio sviluppo del Paese. Noi siamo tra i promotori di questo nuovo soggetto politico, per proporre al Paese una politica di maggiore giustizia sociale e di sviluppo in tutti i settori della società.

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