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Teatro palazzo Zanca: recita anche il Consiglio comunale

Teatro di palazzo Zanca: ora recita anche il Consiglio comunale di Giovanni Frazzica

La stagione “teatrale” di palazzo Zanca era iniziata durante la sindacatura Accorinti, ma ha fatto registrare un crescendo negli ultimi tre anni con De Luca Sindaco, culminato al momento con lo sciopero dei cosiddetti “asini volanti”, cosi sono stati infatti etichettati quei Consiglieri che si oppongono alla politica dell’uomo di Fiumedinisi. Nell’Aula consiliare si assiste talvolta a qualche pregevole rappresentazione, a dire il vero più simile al Teatro di De Filippo che a quello di Pirandello. Alla terza chiamata del Consiglio comunale con all’ordine del giorno la relazione sul terzo anno di attività dell’Amministrazione i Consiglieri comunali  hanno abbandonato  l’aula per far cadere, in segno di protesta, il numero legale. De Luca, visibilmente contrariato, si è rifatto immediatamente affidando le sue esternazioni al vetriolo sulle sue dirette social nel corso delle quali ha anche definito “disertori” i consiglieri aventiniani. Verificata la mancanza del numero legale, Cateno De Luca ha aperto una diretta sui canali social in cui ha prima mostrato i posti vuoti e poi letto il regolamento riguardante i gettoni di presenza. “Ieri si è aperta la seduta, è durata 9 minuti e se ne sono andati. È venuto meno il numero legale, a distanza di un’ora è ripresa e poi si è chiusa. Ma facciamo questo esempio: 9 minuti della prima seduta + 1 della seconda è quanto è durato ieri. I due terzi sono 6 minuti e mezzo, significa che ieri tutti quelli che hanno partecipato alla prima chiamata maturano il gettone di presenza”. Il sindaco ha poi continuato: “È la seconda volta che succede, la prima è stata l’anno scorso quando ancora votavano tutto ed eravamo d’amore e d’accordo. Ora nella mia stanza c’è il divieto d’accesso agli ‘asini volanti’, basta: ecco la verità. È la seconda volta che il Consiglio viola la legge che prevede che ogni anno si discuta la relazione. Siccome il sindaco li ha mandati a quel paese abbandonano i lavori, guardate che alibi. Ogni volta che succedono queste cose paghiamo i dipendenti, rimborsiamo i datori di lavoro dei consiglieri, paghiamo. Sapete quanto ci è costata la giornata di ieri? 3mila euro circa”. Tutti i Consiglieri hanno fatto sapere immediatamente che rinunceranno al gettone di presenza relativo a quella seduta, sia i fedelissimi della minoranza che quelli di maggioranza che hanno abbandonato l’aula. Tuttavia i rapporti tra il Consiglio comunale e il sindaco sembrano definitivamente compromessi, non è servito infatti il ritorno in aula dopo quasi nove mesi di “assenza” di De Luca che era iniziata dopo l’ultimo dilemma dimissioni sì – dimissioni no, culminata in extremis col il ritiro delle dimissioni in diretta facebook e la grande lite col Consiglio da cui scaturì l’appellativo di “asini volanti” ai consiglieri. Meglio di un film di Checco Zalone, completamente gratis, che si poteva vedere anche sul telefonino. A prendere posizione su quanto accaduto Articolo 1, il Partito che da qualche mese dispone di Flavia Timbro nella qualità di deputato nazionale. “L’esito dell’ultimo Consiglio Comunale – scrive Articolo 1 –  al netto di siparietti e delle sceneggiate del Sindaco, fotografa in maniera inequivocabile la condizione di stallo in cui si trova la politica messinese. A questo punto è poco importante se e quando De Luca si dimetterà e verso quale obiettivo orienterà la propria personale carriera politica. È evidente che questa legislatura volge al termine ed i prossimi mesi saranno uno stillicidio. E’ anche superfluo cercare le responsabilità che, dal nostro punto di vista, sono in gran parte da accreditare al primo cittadino, specie da quando il Consiglio Comunale ha deciso fortunatamente di alzare la testa. Occorre entrare con determinazione nella nuova fase che si apre e farlo a partire da una analisi impietosa della situazione. De Luca può riempiere le proprie relazioni di migliaia di pagine ma le condizioni di Messina sono evidenti a tutti sia da un punto di vista generale sia delle questioni specifiche. I dati usciti nell’ultimo periodo sullo spopolamento della città fanno rabbrividire e segnalano una comunità senza una prospettiva strategica dalla quale è meglio scappare, specialmente se si è giovani, che provare a spendersi e a costruire. La città è sporca perché spazzamento e scerbatura sono un optional, al primo acquazzone saltano i tombini, il servizio di trasporto urbano non risponde ai bisogni dei cittadini, la condizione di scuole e servizi sociali non è all’altezza delle esigenze della comunità. Un elenco lungo, che potremmo continuare, ma che evidenzia criticità profonde e irrisolte”. E così conclude il lungo documento del Partito di Speranza: “Occorre coraggio per superare sfiducie e divisioni del passato per mettere a disposizione dei cittadini un progetto politico che abbia il senso dell’alternativa e dell’apertura alle forze migliori di Messina. È possibile come è accaduto in alcune grandi città italiane e in alcuni centri siciliani, offrire una proposta che tenga insieme competenze e capacità di governo, declinando localmente le grandi questioni del lavoro, dell’ambiente e della salute”.  I consiglieri comunali di di FI, Nicoletta D’Angelo, Rita La Paglia, Pierluigi Parisi, Sebastiano Tamà e Dario Zante chiedono che sia “garantito il normale lavoro del Consiglio e che il presidente del Consiglio comunale e i gruppi politici che ne fanno parte non possono prendere a pretesto le comunque censurabili affermazioni del sindaco contro i consiglieri per imbavagliare il primo cittadino, impedendogli di esporre in Aula la relazione sui primi 3 anni del suo mandato. Il presidente e i gruppi si sono espressi in tal senso senza confrontarsi con FI: un atteggiamento che non accettiamo e che rischia di eludere la dialettica che dovrebbe invece essere sempre garantita, anche con chi ha visioni e comportamenti lontani dai nostri valori”. I consiglieri azzurri aggiungono che “Il Consiglio comunale critica il sindaco De Luca sul metodo e poi cade nello spesso errore. L’Aula dovrebbe, invece, essere il luogo preposto nel quale discutere dei temi chiave per la nostra città. Le ripicche personali e i risentimenti vanno messi da parte, a tutela degli interessi di Messina. Il nostro gruppo di dissocia, dunque, dal comportamento del presidente del Consiglio e chiede che venga garantito il normale lavoro dell’Assemblea cittadina”. Il Pd difende il presidente Claudio Cardile e dice: “La seduta è stata convocata regolarmente, ma nessuno dei consiglieri è obbligato ad ascoltare la relazione del sindaco. E’ un problema politico molto serio. Il sindaco dovrebbe interrogarsi sul perché è accaduto ciò anziché soffermarsi sul gettone di presenza, che non verrà percepito. Le istituzioni vanno difese, anche con gesti di rottura eclatanti. Diciamo basta ai continui insulti, è tempo che De Luca si dimetta”.

  • nella foio Rita La Paglia del Gruppo di FI
  • tratto dal settimanale I VESPRI


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