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La Dc di Renato Grassi difende Totò Cuffaro

COMUNICATO STAMPA DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA

La Democrazia Cristiana, nella persona del segretario nazionale Renato Grassi e del
segretario amministrativo Mauro Carmagnola, esprime solidarietà e vicinanza al
commissario regionale Totò Cuffaro – artefice di una lusinghiera affermazione delle
liste DC nei diversi territori siciliani, chiamati al voto – per l’attacco arbitrario e gratuito,
perché sfornito di ogni qualsivoglia titolarità, da parte di tale signora Sabina Scaravaggi,
qualificatasi portavoce nazionale della Democrazia Cristiana, che così ha dichiarato al
giornale on line “Palermotoday”, in un articolo a firma Maria Teresa Camarda del
19.10.2021( ripreso anche dalla Gazzetta del Sud di Messina, nelle pagine regionali):
“Duole dover constatare che Totò Cuffaro, nonostante diverse nostre diffide e a dispetto
delle sentenze emesse dall’Autorità Giudiziaria, continui indebitamente a fare attività politica,
usurpando la nostra identità, ovvero quella della Democrazia Cristiana”.
Dichiarazione la cui arbitrarietà e infondatezza si scontra con la legittimità di un iter
che, a norma di Statuto e in forza di un Decreto giudiziale che ne autorizzo’ l’iter
riorganizzativo, conclusosi con la celebrazione del XIX Congresso in Roma il
13-14.10.2018, ha consentito di dare continuità all’esperienza organizzativa e politica
della DC di De Gasperi e Moro, che dal secondo dopoguerra fu protagonista primaria
della vita politica ed istituzionale del paese.
Giova ricordare, anche a riprova dell’assoluta titolarità e legittimità dell’opera politica
del nostro commissario regionale Totò Cuffaro, che la DC, come da noi rappresentata,
dal citato XIX Congresso non ha registrato alcun provvedimento di annullamento, a norma di
Statuto, non essendo mai stata proposta alcuna impugnativa interna sulle proceduralità di
quell’assise, nei termini previsti, né vi è, a tutt’oggi, alcun provvedimento giudiziale
dichiarativo di qualsivoglia vizio di nullità del Congresso citato.
Si rileva, inoltre, che contrariamente a quanto si dice falsamente nella dichiarazione
della signora Scaravaggi non esiste alcuna sentenza che statuisca alcunché nei
confronti della Democrazia Cristiana come qui rappresentata dai sottoscritti.
Mentre le sentenze cui si allude, il cui iter giudiziario si è concluso con la nota Sentenza di
Cassazione 25999 del 2010, oltre a sancire la mancanza di titolo in capo ad alcuni sedicenti
continuatori, hanno affermato e riconosciuto che la DC non si è mai ritualmente sciolta.
Constatazione che ha legittimato la richiesta, poi asseverata nella sua conformità allo
Statuto, da un provvedimento giudiziale del 2016 con cui si dava l’abbrivio al processo
riorganizzativo di questa forza politica rappresentata dallo scudo crociato.
Per contro non vediamo in forza di quale procedura, conforme a Statuto, si legittimi
un semplice incontro conviviale al ristorante “L’ardito”, in Roma, di uno sparuto
gruppo di amici, avvenuto il 12.09.2020, indebitamente denominato Congresso,
ignorando che un legittimo e non duplicabile XIX Congresso della Democrazia
Cristiana è già avvenuto, legittimamente, nel conforme rispetto di un iter che ha avuto
come presupposto indefettibile la convocazione nominativa di tutti i vecchi soci, lo
svolgimento di un’assemblea dei soci, avvenuta nel febbraio 2017, prodromica e
preparatoria di ogni attività, tra cui le assise congressuali in ogni realtà locale, ove è
stato possibile, finalizzate statutariamente all’indizione e poi allo svolgimento, come è
avvenuto, del XIX Congresso della DC. Peraltro quanto da noi affermato è già stato resonoto, con due diverse diffide, la prima il 4.05.2020 e la seconda il 9.09.2020, al signor Franco De Simone, nella pretesa titolarità di
segretario politico e al signor Raffaele Cerenza, nella pretesa titolarità di segretario
amministrativo del partito DC.
Diversamente, lo dimostrino giudizialmente.
Roma, 20.10.2021
Il Segretario politico nazionale DC
Renato Grassi
Il Segretario amministrativo e legale rappresentante DC
Mauro Carmagnola

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