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Messina: crescono “le Merkel de noiantri” di Giovanni Frazzica

A Messina crescono “le Merkel de noiantri” di Giovanni Frazzica

Mentre a Berlino Angela Merkel, dopo 16 anni di dominio della scena politica tedesca ed europea si avvia sul viale del tramonto, a Messina si assiste ad uno straordinario fiorire di presenze femminili in politica, donne capaci di muoversi non solo sul terreno amministrativo, ma anche di interloquire con Roma e con Palermo. Forse questo fenomeno deriva anche da quel bisogno di concretezza tipico del mondo femminile che non si identifica in uno scenario di risse e di teatrini che finisce col perdere di vista i veri obiettivi della buona politica e della sana amministrazione. Grande l’impegno dimostrato dall’on. Matilde Siracusano nel sostenere la battaglia per il risanamento, che ha avuto successo quando per sua iniziativa sono stati coinvolti i vertici nazionali dei partiti e l’on. Maria Stella Gelmini è venuta a visitare le baracche di Messina attirando le tv di mezza Europa. Ed il Ponte, la parlamentare messinese di FI non si limita a sostenere la causa a Roma, ma interviene quando il sottosegretario Giancarlo Cancellereri viene a raccontare favole al clororoformio e reagisce con determinazione all’ennesima provocazione del nisseno Peppe Provenzano, vice segretario del Pd. “Per l’ex ministro per il Sud il Ponte sullo Stretto non è una priorità. ‘Prima l’Alta velocità’, dice, la solita barzelletta che la sinistra racconta da decenni ai cittadini con l’obiettivo di stoppare sul nascere l’unica grande opera che potrebbe davvero rilanciare il Mezzogiorno e aprire la strada alla realizzazione di una rete infrastrutturale al passo con il resto del Paese. Come si può pensare ad un’Alta velocità che giunge a Reggio C. senza poi poter arrivare in tempi rapidissimi in Sicilia? Oggi un treno impiega in media due ore per traghettare da una sponda all’altra dello Stretto”. Note le capacità mostrate in questi anni da Carlotta Previti nella ricerca di preziosi fondi europei che, unitamente alla sua lealtà, hanno convinto Cateno De Luca a nominarla vice-sindaco. Da quel momento la Previti, che era vista più che altro come un tecnico, ha incominciato a muoversi sul terreno della politica con interventi, anche in Consiglio comunale, e note di vario genere. L’ultima è una precisazione a muso duro col vice-Presidente della Regione Gaetano Armao sulla vicenda della Casa del Portuale. “Gentile Assessore – scrive la Previti – apprendo che Lei avrebbe promosso la sottoscrizione di un protocollo d’Intesa con l’ERSU per la concessione in uso dell’immobile Casa del Portuale al fine di realizzare residenze per studenti universitari. Pur apprezzando lo sforzo a sostegno dei nostri studenti in una città priva di sufficienti alloggi Le ricordo che dal 2007, ovvero più di 14 anni fa, la città attende dall’ERSU la conclusione dei lavori di ristrutturazione e messa a norma della storica  Casa dello Studente di via C. Battisti. Le ricordo altresì che la Sua proposta di destinare in concessione la Casa del Portuale si scontra inesorabilmente con quanto deciso dalla Giunta Regionale con Deliberazione n. 447 del 13.12.2019. Infatti, la Giunta di cui lei è componente, ha incluso l’area in cui sorge l’immobile nei Piani di Sviluppo Strategico della ZES Sicilia Orientale grazie all’istanza inoltrata dal comune di Messina con delibera di Giunta n° 565 del 06.09.2019 il cui decreto di istituzione è stato emanato in data 15.6.2020 da parte del Ministro per il Sud e l’area è beneficiaria di un finanziamento a valere sui fondi POC METRO 2014-2020 per un importo di oltre 70 milioni per l’istituzione dell’I Hub un distretto tecnologico per la ricerca e lo sviluppo. Pertanto, è di tutta evidenza come la circostanza sopra rappresentata, renda incompatibile la destinazione d’uso dell’immobile con la sua localizzazione rendendo il suo proposito di fatto inattuabile”. Anche Bernardette Grasso ha voluto far sentire la sua voce. La deputata regionale di FI all’Ars ci ha detto: “Sia da assessore che da deputato ho sempre creduto nell’importanza dello sviluppo infrastrutturale. A cominciare dal doppio binario ferroviario Castelbuono-Patti, per il quale ho affrontato la questione con il Ministro Carfagna e insistito con l’assessore Falcone affinché fosse inserito nel Recovery, proposta poi bocciata dal Governo centrale perché la sua realizzazione non poteva essere conclusa entro il 2026, il rapporto costi benefici non giustificava la spesa. Ma non mi sono arresa, ho presentato una mozione all’Ars per impegnare il Governo Musumeci per fare ricorso e garantire sia il doppio binario che altre grandi infrastrutture come il Ponte sullo Stretto. Ho chiesto l’apertura di tavoli tecnici con la Carfagna, anche sulle Aree Interne ed ho chiesto al presidente del Parco dei Nebrodi di aprire ai territori rimasti fuori. Ricordo altresì l’accordo di programma con la Città metropolitana, con l’Anas e la Capri Leone/Randazzo. Per i collegamenti con gli aeroporti – conclude Grasso – oltre a quelli che già esistono con Reggio C. e Catania, mi sto battendo per un Nebrodi-Palermo. I Comuni devono essere protagonisti per lo sviluppo territoriale, da Assessore ho lanciato il Piano strategico dei fabbisogni da inserire nella programmazione europea. Con il PNRR abbiamo una grande opportunità molte risorse saranno destinate ai comuni del Mezzogiorno e devono essere parte integrante delle agende di governo, regionale e nazionale, penso ad esempio ai tre porti del messinese. Non c’è sviluppo senza infrastrutture, su questo, come ho sempre fatto, sono dalla parte del territorio”.  A sentire queste dichiarazioni l’on. Grasso sembra determinata, competente e con le idee chiare, il centro destra potrebbe pensare anche a lei per sostituire l’attuale sindaco metropolitano di Messina che vuol dimettersi a febbraio prossimo in preda al dubbio atroce: sconfiggere Musumeci nella gara per palazzo d’Orleans, o battere Gianni Morandi sul palco dell’Ariston a Sanremo?

  • tratto dal settimanale I VESPRI

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