Barcellona

Io può! di Cosimo Recupero

3 luglio, festa liturgica di San Tommaso. Facciamo gli auguri a tutti coloro che portano questo bellissimo nome, in particolare ai due Tommaso più in vista nella nostra città: l’On. Tommaso Calderone e suo cugino Tommaso Pino, già assessore nella giunta Materia e adesso consigliere comunale e, fino a ieri, anche capogruppo di Forza Italia nel consesso civico della nostra città.

Certo San Tommaso è un santo particolare. A differenza di altri credenti elevati agli onori degli altari dalla Chiesa, ricordati dai più per le loro gesta, il loro martirio o i loro miracoli, Tommaso ha avuto la sfortuna di essere noto a tutti più che per la fede, per la sua incredulità. Fu lui, infatti, a non credere alla resurrezione di Gesù fino a che non ebbe modo di constatare personalmente quanto raccontatogli dai suoi compagni, mettendo il dito nelle piaghe del Signore risorto.

E forse è proprio l’incredulità l’atteggiamento che, più laicamente, ha colpito molti a Barcellona Pozzo di Gotto nei giorni scorsi.

Qualche giorno fa le testate locali hanno riportato la notizia della autosospensione di Tommaso Pino dal suo partito, Forza Italia, di cui però conservava l’incarico di capogruppo in consiglio comunale.

Se non avessimo avuto fiducia nella serietà dei giornali on line che hanno battuto la notizia con tempestività, avremmo pensato che fosse una sortita della testata satirica Lercio. Perché nessuno poteva esimersi da una risata nel leggere di uno che lascia, seppur temporaneamente, un partito, ma pretende di continuare a rappresentarlo in una sede istituzionale qual è il consiglio comunale di una città mediamente grande come la città del Longano.

Ma evidentemente qualcuno che non si da del lei con la politica ha avvisato l’ex assessore, consigliandogli di lasciare quel posto, per evitare ulteriori polemiche e battutine ironiche.

Se poi andiamo ad analizzare la questione oltre i suoi risvolti comici, gli osservatori si dividono in due scuole di pensiero contrapposte. Una ritiene che questa sia una mossa del consigliere per lucrare un posto in giunta, magari al posto di Roberto Molino, uomo di fiducia del sindaco, che però ha un peccato originale da farsi perdonare, ovvero non aver portato nemmeno un voto alle scorse elezioni.

La seconda scuola di pensiero, invece, ritiene che la sortita di Tommaso Pino sia un segnale chiaro mandato al sindaco non tanto da lui, ma dall’On. Calderone, per fargli capire che, se non si adegua alle direttive, anche Forza Italia lascerà la maggioranza, come già hanno fatto tre consigliere (tre donne coraggiose, va detto) ovvero Melangela Scolaro, Ilenia Torre ed Angelita Pino.

Non abbiamo prove a sostegno né dell’una né dell’altra lettura della vicenda. Certo però che la seconda sembra più plausibile, anche perché, come abbiamo già scritto in passato, l’idillio fra il sindaco Calabrò e chi lo ha imposto alla coalizione, cioè l’On. Calderone, sarebbe già finito. E il fatto che lo stesso Onorevole abbia sommato nella sua persona anche la carica di capogruppo, dopo quelle di deputato regionale e consigliere comunale, lascia pensare che intenda gestire il rapporto di Forza Italia col sindaco e con la maggioranza in prima persona.

Però, a questo punto, ci chiediamo come possa fare a conciliare i suoi tre incarichi, fosse solo per il tempo che essi richiedono.

Probabilmente l’On. Calderone applica a sé quella frase pronunciata molti anni fa da un dirigente calcistico che pensava di poter fare tutto, il quale disse: “C’è chi può e chi non può. Io può!”

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