Milazzo

Milazzo, il Pd di Gitto diventa ecologista

Milazzo 1.7.2021

IL TEMA DEI RIFIUTI NON E’ PIU’RINVIABILE

Il Circolo PD di Milazzo – in comunicato a firma del segretario del Pd locale, Salvatore Gitto – s’interroga sul il tema del ciclo dei rifiuti che è tornato prepotentemente al centro del dibattito politico, a seguito della pubblicazione del bando pubblico emanato dalla Regione Sicilia, per la realizzazione di due termovalorizzatori

Il dibattito ha visto coinvolti Sindaci, consigli comunali, associazioni, non senza alcune discussioni che hanno poco di tecnico e non vanno nella direzione corretta per affrontare una problematica che la nostra Regione si trascina da troppo tempo.

Come circolo PD di Milazzo, crediamo sia giunto il momento di accantonare tutte le posizioni ideologiche che ognuno ha, legittimamente, tenuto finora, per giungere ad una soluzione sostenibile ed in linea con i principi dell’economia circolare.

La nostra Regione sconta un ritardo più che trentennale nell’impiantistica per il trattamento dei rifiuti, e più si resta fermi, più il divario con le altre regioni aumenta, e ricorrere a tecnologie che non chiudono il ciclo dei rifiuti, non fa altro che peggiorare questa situazione. Fortunatamente negli ultimi anni anche il Governo centrale ha indicato percorsi, già suggeriti in ambito europeo, che vanno nella direzione dell’economia circolare e dell’end of waste, e ciò ha permesso la nascita di impianti sempre più tecnologicamente avanzati, che riescono a trasformare in materie prime e seconde frazioni della raccolta differenziata che fino a pochi anni fa non avevano speranza di una seconda vita, vedi ad esempio gli impianti per il riciclo dei pannolini.

È questa, a nostro parere la strada da seguire anche in Sicilia, dotare cioè la Regione di tutti quegli impianti che reimmettono in circolo quello che viene scartato dalle utenze, dagli impianti per la digestione dell’umido che produce metano e compost, alla raccolta e trasformazione della plastica, grande problema quando viene dispersa nell’ambiente, e a tutte le altre frazioni recuperabili, che, dati alla mano, possono raggiungere anche il 90% della massa totale.

La nostra non è una posizione ideologicamente contraria alla termovalorizzazione, lo diventa nei fatti in quanto non è una tecnologia che chiude il ciclo dei rifiuti, necessitando in ogni caso di discariche per lo smaltimento delle ceneri.

Auspichiamo quindi che si apra un ampio dibattito fra tutte le componenti che si occupano della materia, mettendo al primo posto il bilancio ambientale di ogni scelta, che, inevitabilmente avrà ricadute anche sugli aspetti occupazionali, economici e di qualità della vita.

Invitiamo quindi la Regione, nelle persone del Presidente Musumeci e dell’assessore Baglieri, a promuovere tutti gli atti necessari a dotare il territorio degli impianti che rispondono alle caratteristiche sopra descritte, anche con l’apporto privato che già dispone del know how e delle risorse necessarie.

A questo proposito possiamo anticipare che il tema della transizione energetica sarà al centro di un convegno organizzato dal Partito Democratico che si terrà a Milazzo nel mese di settembre

Transizione ecologica: definizione

 Transizione ecologica cosa significa? Con questa espressione si intende il passaggio o la trasformazione da un sistema produttivo intensivo e non sostenibile dal punto di vista dell’impiego delle risorse, a un modello che invece ha nella sostenibilità, ambientale, sociale ed economica, il proprio punto di forza.

La transizione ecologica: una missione a tutela del Pianeta

Oggi la transizione ecologica è al centro del dibattito politico e dei progetti di molti tra i più importanti Stati d’Europa e del mondo. L’obiettivo è quello di realizzare un processo di cambiamento, un rilancio dell’economia e dei settori produttivi all’interno di un quadro delineato e ben definito che metta al centro la tutela e il rispetto dell’ambiente.

Tale mission consentirà un contrasto efficace alla crisi climatica, diventata un’emergenza stringente e non più rimandabile, la riduzione della dipendenza energetica dai paesi esteri e dalle fossili, nonché un argine al dilagare degli squilibri sociali evidenziati ancora di più dal protrarsi della pandemia, che ha ridisegnato e modificato abitudini e quotidianità di tutti noi.

Questo passaggio avverrà attraverso progetti, di vario tipo, che andranno ad impattare sia sull’essere umano, sia sull’ambiente, definendo uno stile di vita non solo indirizzato verso l’ecosostenibilità ma anche più economico.

Leggi anche: L’Italia lancia i titoli di Stato green, per una finanza etica e circolare

La transizione ecologica in Italia con il MiTE

Il 26 febbraio 2021, con il decreto legge “Ministeri”, nasce ufficialmente in Italia il Ministero della Transizione Ecologica (MiTE), che sostituisce a tutti gli effetti il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, ma con competenze integrative nel settore della politica energetica. Quest’ultime verranno messe in campo grazie al passaggio di alcune tra le Direzioni del Ministero dello Sviluppo Economico all’interno del Ministero della Transizione ecologica. Di fatto si tratterà di un superministero della transizione ecologica ed energetica.

Più nello specifico, dunque, il ministero della Transizione ecologica si occupa delle risorse che garantiranno una tutela del territorio, dell’ambiente, del mare e delle politiche energetiche, che sono: il bilancio e la strategia energetica nazionale; le infrastrutture energetiche; la promozione delle energie rinnovabili; lo smantellamento di impianti nucleari dismessi; la riduzione delle emissione dei gas a effetto serra; il mercato del gas italiano; lo stoccaggio del gas naturale; l’estrazione degli idrocarburi: il mercato e gli impianti petroliferi.

Data l’importanza riservata ai temi ambientali, energetici e climatici all’interno del Next Generation Eu, si prevede che il MITE avrà a disposizione circa il 37% dei fondi europei del Next Generation Eu destinati all’Italia.

Chi è il Ministro della Transizione ecologica?

Il primo ministro della Transizione ecologica della storia d’Italia è Roberto Cingolani nel governo presieduto da Mario Draghi.

Nato a Milano nel 1961, è un fisico ed accademico. Precedentemente al nuovo incarico è stato il direttore scientifico dell’Istituto italiano di tecnologia (IIT) e responsabile dell’innovazione tecnologica di Leonardo S.p.A., azienda che si occupa dei settori di difesa, sicurezza ed aerospazio, e che fino al 2016 si chiamava Finmeccanica. Il mandato di Roberto Cingolani al Ministero della Transizione ecologica è iniziato ufficialmente il 13 febbraio 2021, tredici giorni prima l’istituzione del ministero stesso.

Leggi anche: La strategia europea per la finanza sostenibile

I punti chiave della transizione ecologica

Quali sono le strategie per attuare la transizione ecologica in Italia?

In attesa della versione finale del PNRR- Piano nazionale di ripresa e resilienza (che conterrà le misure probabilmente più rilevanti da questo punto di vista), il ministro Roberto Cingolani ha specificato quelle che saranno le aree del suo programma, in cui ricadranno gli interventi per garantire la transizione ecologica:

  • programmi sull’ambiente, sia nazionali che internazionali
  • azioni per contrastare i cambiamenti climatici
  • interventi su trasporti ed infrastrutture
  • la riduzione dell’inquinamento causato dalle abitazioni
  • l’inquinamento chimico
  • il ciclo dei rifiuti
  • l’utilizzo delle risorse naturali ed il recupero dei materiali
  • il cibo e la biodiversità

Interconnessa alla transizione ecologica sarà la transizione energetica, che attraverso il Piano nazionale integrato energia e clima (Pniec) e la conseguente produzione del 70% di energia da fonti rinnovabili, dovrà portare l’Italia a raggiungere gli obiettivi della Commissione Europea sulla riduzione delle emissioni di CO2.

Le macroaree della transizione ecologica, per le quali sono stati stanziati (nella bozza di PNRR inviata alle Camere) 69,8 miliardi di euro sono 4:

  • Agricoltura sostenibile ed economia circolare
  • Energia rinnovabile, idrogeno e mobilità sostenibile
  • Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici
  • Tutela del territorio e della risorsa idrica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *