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Prodi: in Europa cessi l’unanimità o saremo sempre servi

 Taormina, Romano Prodi, presidente della Fondazione ‘Per la collaborazione tra i popoli’ ed ex presidente dell’Unione europea, partecipando in collegamento al secondo forum sul futuro dell’Europa “La metamorfosi di Europa”, incontro organizzato da “Taobuk”, ha affermato: “O la finiamo in Europa con le approvazioni all’unanimità o saremo sempre destinati ad essere i servi degli altri: come si fa ad avere l’unanimità su tutte le questioni più complesse? Già era difficile in sei, con 27 paesi è inconcepibile”. Il dibattito ha per tema:”Vincitori e perdenti della grande guerra pandemica: l’Europa all’incrocio tra Hamilton e la legge di Murphy”.  Prodi ritiene che “questo sia il grande problema: non riusciremo mai a fare una politica estera comune e a confrontarci con la Russia e gli altri grandi paesi perchè il problema del comando in politica è determinante. Oggi  posso parlare con questa brutalità perchè sono il nonno d’Europa. Con l’unanimità non possiamo avere una  politica estera ed economica e non possiamo risolvere i grandi  i problemi come l’immigrazione. Siamo tra i grandi attori dell’economia mondiale ma non conteremo molto finchè non avremo una linea di comando comune. Meglio un’Europa a più velocità che con il motore spento – ha concluso il Presidentr Prodi –  Se qualche paese non può starci, che non ci stia. Se si deve trattare su cose concrete si deve avere una posizione di maggior forza”. “Lo sforamento del patto di stabilità e questa emissione di debito comune dei Bond è positiva. Ritengo che sia solo una prima tranche. Il covid e la Brexit hanno reso possibile una breccia e rese unanimi delle decisioni che non lo sarebbero mai state. Quando si comincia con 20 miliardi poi si andrà avanti nella faccenda dei Bond non si tornerà indietro. “Abbiamo di fronte – conclude Prodi – un’ America che ragiona. L’Europa deve presentarsi unita, i mercati gradiscono questi aspetti. Non può cincischiare su temi come le grandi imposte ad attori globali della comunicazione. L’America lo propone e noi come Europa non decidiamo. Non possiamo non avere linea comune su questi aspetti”. D’accordo con Prodi anche Antonio Tajani presidente della Commissione per gli affari costituzionali del Parlamento europeo, anche lui in collegamento al 2° forum sul futuro dell’Europa. “L’Europa – ha detto Antonio Tajani – ha un problema politico, perchè non ha un leader, con l’uscita di Angela Mekel, sono rimasti Macron e Draghi, ma non c’è una vera e propria leadership capace di guidare l’Europa ad essere protagonista. Quando dobbiamo confrontarci con grandi realtà come gli USA, la Russia, la Cina o l’India ci deve essere un leader. Non si possono perdere occasioni per i veti di alcuni paesi. Si deve poi cambiare l’assetto democratico: penso anche sia essenziale che il parlamento europeo debba avere più potere, qualcosa è stata ottenuta con il trattato di Lisbona, ma ancora è poco. Il parlamento deve avere potere di iniziativa legislativa. Più poteri al Parlamento significa poter esercitare un vero controllo sulla Commissione e sul Consiglio da parte dei cittadini. C’è ancora carenza di democrazia in Europa”.

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