Messina

Pd: il doppiopesismo del sindaco convince solo se stesso

PARTITO DEMOCRATICO Segreteria cittadina

Il doppiopesismo del sindaco di Messina convince solo se stesso.

Il sindaco di Messina ha una visione tutta sua della gestione della cosa pubblica e dei rapporti politici, secondo la quale lo stesso si ritiene autorizzato a dileggiare, senza decenza, le altre istituzioni, contribuendo ad isolare la nostra città, mentre i consiglieri comunali, democraticamente eletti, piuttosto che i sindacalisti, o chiunque la pensi diversamente da lui, dovrebbe astenersi dalla benché minima critica.

Il Partito democratico di Messina ragiona in termini diametralmente opposti e sosterrà sempre i consiglieri comunali, i militanti e chiunque vorrà esprimere civilmente le proprie opinioni e le proprie critiche all’operato dell’amministrazione.

Il Partito Democratico di Messina, inoltre, non consentirà più, nè al sindaco,  nè a chiunque altro, di rivolgersi senza il dovuto rispetto agli esponenti del Partito Democratico, né di continuare ad appellarli con il termine Pidioti che riteniamo offensivo e lesivo della dignità di chi esprime liberamente una identità politica, oltre che ovviamente di coloro che lo usano.

Se il sindaco è abituato a essere compiaciuto da seguaci storici e voltagabbana recenti, non può certo pretendere la stessa cosa da chi coerentemente esprime le proprie idee o di tappare la bocca a chiunque la pensi diversamente da lui; si ristabilisca, pertanto, una dialettica politica rispettosa dei ruoli e ciascuno si assuma le proprie responsabilità, più sostanza -insomma- e meno teatrini.

Così come inopportune e demagogiche appaiono i giudizi sui compensi, invero ridicoli, percepiti dai consiglieri e se gli stessi siano o meno meritati, non sta a lui giudicare, piuttosto agli elettori.

Peraltro le questioni commentate dai consiglieri meritano la massima attenzione perché sono paradigmatiche di un modo di essere di un sindaco allergico alla democrazia e al confronto nonché dei bisogni dei cittadini; ci riferiamo, soprattutto, alle indagini non autorizzate della polizia municipale.

Questa vicenda, che il sindaco vorrebbe far passare sottotono, è emblematica di una evidente deriva autoritaria, molto gradita al sindaco e a coloro, non solo tra i seguaci del sindaco, che hanno difficoltà a confrontarsi democraticamente.

Il Partito Democratico intende accendere un riflettore sulla vicenda perché a nessuno è consentito, nemmeno al sindaco, di utilizzare risorse umane e mezzi del Comune come se appartenessero alla propria impresa privata, né di violare diritti costituzionalmente garantite per alimentare inammissibili attività di dossieraggio;  così come intenderemo approfondire la gestione -disastrosa- della raccolta differenziata, che pur esibita come un trofeo dall’amministrazione, nasconde tante criticità gestionali e amministrative, tanti affidamenti impropri della partecipata-quanto meno sotto il profilo dell’opportunità- e risultati complessivi in termini di pulizia e decoro delle città che sono sotto gli occhi di tutti.

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