Milazzo

Milazzo, Pippo Midili: polemico con i finti ambientalisti

Datemi sei righe scritte dal più onesto degli uomini, e vi troverò una qualche cosa sufficiente a farlo impiccare, sosteneva il Cardinale Richelieu. Non ci è dato di sapere se Pippo Midili, il sindaco di Milazzo, sia il più onesto degli uomini, però le sei righe per fare scattare la procedure per l’impiccagione le ha offerte nel corso di un intervento al palazzo dell’aquila. Questo il testo della dichiarazione in Aula del sindaco: “…. non mi scandalizzo se il Presidente Musumeci lancia, finalmente, la proposta di creare un termovagliatore. O chiamatelo termovalorizzatore, chiamatelo come volete, perché una decisione bisogna prenderla nella vita. E dicevo ad un amico mio, che lei conosce molto bene, un ambientalista. Ma un ambientalista di quelli veri,  non di quelli  a giorni alterni o ad amministrazioni alterne, un ambientalista di quelli veri. Dicevo, è strano che in Sicilia la mafia e gli ambientalisti abbiano lo stesso obiettivo”. Questa frase, che indubbiamente contiene una forte vis polemica, indirizzata però se viene ben decifrata contro i falsi ambientalisti, ha scatenato una marea di commenti negativi, non di cardinali, ma di tanti leoni e leonesse di tastiera sempre pronti ad azzannare il sindaco colto in fallo. Nella formale difesa degli ambientalisti si sono cimentati tra gli altri la Bianchetti, la lista Raselli e Articolo 1, che sente già odore di campagna elettorale. A tutti quanti Midili ha risposto con una seconda dichiarazione: “Se Musumeci avanza una soluzione diversa da una nuova sigla e da nuovi uffici ho il dovere di dargli appoggio. La Sicilia deve uscire da una logica di gestione dei rifiuti che ha favorito le mafie. Ed è strano che mafia ed ambientalisti hanno come obiettivo quello di non realizzare gli inceneritori. Strano perché sono persone diverse con modi di vivere diversi con comportamenti diversi. Se questo è offensivo, mi spiace ma deve invece farvi a riflettere. Passare dal 10% regionale – continua Pippo Midili – al 70 per cento richiede tempo ed impianti. Le buone pratiche si acquisiscono con il tempo e nel mezzo ci vogliono fatti e non chiacchiere. Ed i fatti dicono che per arrivare al 50% ci vuole lavoro sul territorio, bisogna evitare polemiche e fare. E di tutto questo ne ho visti molto poco in ogni ambiente”. Una cosa appare certa, episodi come questo non saranno più casi isolati, le tensioni determinate dai numerosi problemi irrisolti, nei prossime mesi saranno acuite dai conflitti tipici del periodo elettorale. Per la situazione politica che si è venuta a creare nel Paese in cui si è creata una tale maggioranza che ha praticamente immunizzato Governo e parlamentari  di ogni partito i bersagli più raggiungibili per le reazioni popolari restano i sindaci. Esempio tipico Stefania Bonaldi, sindaco di Crema, che ha ricevuto un avviso di garanzia perché un bimbo si è schiacciato un dito all’asilo.

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