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De Luca: Ponte, serve reazione di popolo convegni inutili

Ponte serve reazione di popolo, convegni inutili

De Luca, intervenendo al convegno organizzato da Rotary e Kivanis a palazzo Zanca, ha detto: ” Così il Ponte sullo Stretto non si farà mai, servirebbe una forte reazione di popolo, stanotte nel corso dell’ennesima riunione di Commissione è stata definita la relazione per evidenziare gli elementi scientifici che portano alla non realizzazione del Ponte. Da tempo assistiamo al cosiddetto Festival delle fesserie: è meglio fare il Tunnel o il Ponte a tre campate, ma ciò che è  emerso qualche ora fa è veramente inverosimile, tra 15/20 anni, non oltre, la Sicilia si unirà naturalmente alla Calabria e dunque il Ponte non sarà più necessario realizzarlo, per cui anche questi convegni sono inutili. Ecco perché le nostre iniziative politiche, insieme a questi convegni diventano addirittura un incubo. Io dico che quest’opera rappresenta un delitto di Stato, nel momento in cui una legge ha cancellato con l’allora governo Monti ciò che era stato fatto concretamente, perché eravamo ormai all’apertura dei cantieri. Un provvedimento anomalo collegato ovviamente ai poteri forti  dell’Europa del nord, cioè a quelli che sono i poteri forti legati alla potenza e alla politica dei loro porti che riescono ad intercettare le merci provenienti dal canale di Suez. A noi mancano le infrastrutture ferroviarie, l’alta velocità, le cose che consentono ai nostri porti di diventare punti di riferimento e, di conseguenza, non siamo nelle condizioni di poter fare  una reale concorrenza al nord Europa. Per cui è chiaro che c’è un interesse forte che si è sostituito a quello che nel 2006 aveva portato a coniare definitivamente il corridoio Berlino- Palermo”. Il sindaco De Luca, nel fare la sua analisi, ha anche mosso accuse profonde alla rappresentanza politica meridionale presente in Parlamento: “Perché questo Meridione non si organizza? Perché si parla di Ponte soltanto qualche anno prima delle elezioni e, subito dopo, il tema scompare, silenzio totale – ha continuato De Luca – è indispensabile quindi mostrare la nostra forza meridionalista che esprima in termini chiari ciò che è necessario per il Sud, ma ad oggi ancora non si è riusciti a fare tutto questo. Lo scandalo a cui abbiamo assistito di recente con il Recovery plan è che il Ponte, secondo loro, non si poteva inserire perché non previsto nel cronoprogramma relativo al collaudo dell’infrastruttura. In realtà noi riceviamo dall’Europa quasi 200 miliardi perché esiste il Meridione e, visto che siamo quella parte più sgarrupata,  ci riconoscono delle risorse per tentare il livellamento socio-economico per il divario Nord-Sud. Quindi il 70% di quelle risorse sono state assegnate perché c’è il meridione. Si vantano di averci  attribuito il 40% di queste risorse, ma non è così, bisogna dire che ci sono a monte progetti già coperti da appositi finanziamenti che sono stati definanziati e rimessi in circolazione in quel 40%, e invece a mala pena del Recovery plan se arriverà a noi, circa il 15%, sarà già una fortuna. Questo è dunque il trattamento riservato al Sud”. 

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