Agrigento Milazzo

Ad Agrigento il tempio della “discordia” di Cittadinanzattiva

Ad Agrigento il tempio della “discordia” di Cittadinanzattiva di Franco Scicolone

Sono Franco Scicolone, già Responsabile amministrativo regionale di CittadinanzAttiva Sicilia e Coordinatore della Sezione di Milazzo, dopo un decennio di appassionata militanza, non riesco a dimenticare facce, amicizie, situazioni e ricordi, belli o brutti che siano. Seguo ancora, talvolta anche mio malgrado, ciò che avviene nel Movimento e devo dire che non sono affatto compiaciuto. Ho notato che recentemente, dopo il terremoto provocato dall’aborto congressuale del 7 marzo, si sono susseguiti fenomeni di sciame sismico che hanno portato dapprima alle dimissioni del Segretario Pippo Greco, catanese, ed alla successiva rinuncia del vice-segretario vicario Concetto Trifilò della provincia di Messina.  La carica di reggente è finita quindi nelle mani di Maria Grazia Cimino di Licata, provincia di Agrigento, dove vive e opera anche Pippo Spataro, candidato alla Segreteria regionale in competizione con Trifilò, presentatore insieme al madonita Franco Scancarello di un corposo e documentato ricorso contro le numerose irregolarità procedurali riscontrate durante le fasi dello svolgimento del congresso, e che oggi viene considerato una persona sgradevole e fastidiosa di cui i “vincitori” vorrebbero disfarsi. Tuttavia è fuor di dubbio che la Città dei Templi è diventata la vera Mecca dell’Associazione in quanto ospita la reggente ed il capo dell’opposizione.  I protagonisti degli ultimi anni, in questa fase, hanno invece scoperto il gioco infantile del nascondino. Sulla scena restano personaggi di secondo piano che, non potendo fare di peggio, producono bullismo da tastiera. Una vera pena per me che insieme a Franco Bonavita, ad Antonio Giardina, a Pietro Materia, ad Angela Rizzo, a Giovanni Frazzica ed a tanti altri amici in provincia di Messina abbiamo dato vita ad attività di notevole interesse sociale e culturale. E leggo che Pippo Spataro che, pur a malincuore si trova costretto a replicare al contenuto di una nota dal Comitato Nazionale di Garanzia e considera  le affermazioni contenute nella nota gravi ed irricevibili, dimostrative di quella che è stata da un po’ di tempo la sensazione di molti: “il Presidente del CNG, Signora Mimma Modica Alberti, presente al Congresso Regionale del 7 Marzo, ha da subito dimostrato con tutta evidenza la volontà di non tenere nella giusta considerazione le gravi irregolarità evidenziate in quella sede da parte di alcuni coordinatori ed ha fatto si che si procedesse a quella votazione palesemente irregolare, come poi lo stesso collegio ha dovuto constatare. Sarebbe bastato il Suo autorevole intervento per far si che non si procedesse alla votazione, come veniva proposto dalla mozione presentata da Scancarello e sottoscritta anche da me, ad evitare tutto quanto è successo dopo”. Va giù duro Spataro, ma non si ferma: ”Nonostante ciò ci siamo lo stesso sottomessi alle regole statutarie ed abbiamo, assieme a Franco Scancarello, presentato un ricorso circostanziato che nel quale si chiedeva “DICHIARARE NULLE le operazioni di votazione a distanza svoltesi Domenica 7 Marzo u.s., conseguentemente annullando l’elezione ed il successivo insediamento dei nuovi Organi risultati eletti“. E poi racconta tutte le giravolte compiute sempre sotto la supervisione dell’onnipotente CNG. Infine si arriva al presente e Spataro dice: ”Oggi il CNG, inaspettatamente, mi scrive con tono vagamente censorio e tra l’altro e mi invita  “….. al rispetto di quanto deciso, ad adoperarsi nel modo più consono nell’interesse del Movimento collaborando con quanti stanno svolgendo i compiti loro affidati, ed evitando per il futuro di riproporre questioni già oggetto di esame e di decisione “. “Ma si astiene dall’intervenire – continua Spataro – come penso sarebbe stato opportuno che facesse, sulle farneticanti affermazioni contenute nella mail indirizzatami da Andriolo pure del 1° Maggio, parimenti rivolta al CNG, con la quale, tra le tante gravi affermazioni e calunnie, rivolto a me , arriva ad affermare:  “  Chi non ha rispetto delle istituzioni, degli uomini che li rappresentano e lanciano accuse infamanti sui massimi livelli di rappresentanza di un’organizzazione come Cittadinanzattiva, a mio parere, va allontanato immediatamente dalla stessa, per cui chiederò agli organi responsabili che tu venga sottoposto dopo un procedimento disciplinare all’espulsione dalla nostra associazione“. E così conclude mestamente Giuseppe Spataro: “A volte il troppo è troppo, Egregi Sigg. Componenti del Collegio Nazionale di Garanzia, non si può collaborare con personaggi che portano avanti atteggiamenti arroganti e minacciosi che ormai hanno fatto il loro tempo anche in Sicilia.  Per questo riaffermo per intero, il contenuto delle richieste avanzate con la mia mail del 1° Maggio. Capirete bene che proprio per dimostrare che non potremmo mai cedere alle minacce ed alle prevaricazioni che alcuni di noi hanno già deciso di resistere in tutte le sedi opportune pur di affermare regole, verità, leggi, principi e valori, a maggior ragione all’interno di un movimento come il Nostro”. Se dipendesse da ciò che sta avvenendo in Cittadinanzattiva il Tempio della Concordia di Agrigento potrebbe cambiare nome diventando “Tempio della Discordia”. Franco Scicolone

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