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Enzo Caruso: a Messina si potrà mangiare con la cultura

Enzo Caruso: a Messina si potrà mangiare con la cultura di Giovanni Frazzica

Negli ultimi tempi, malgrado il covid, a Messina si sono registrati, grazie anche alle iniziative dell’Assessorato alla Cultura importanti movimenti che hanno destato l’attenzione anche del pubblico nazionale e che daranno i loro frutti quando la pandemia sarà finita. Sono stati rinvenuti i progetti della Messina mai costruita che rischiavano di finire al macero, un vero tesoro documentale che è stato ritrovato tra le carte di un vecchio deposito del Comune e inserito immediatamente nell’Archivio Storico del Comune dove sarà custodito insieme al carteggio del Piano Regolatore Borzì ed al progetto di Palazzo Zanca per essere fruito da ricercatori, studenti e cultori di Storia Patria. E’ un carteggio di inestimabile valore composto da progetti della Messina mai realizzata, datati tra il 1918 e il 1935, relativi ad edifici e luoghi pubblici di straordinaria bellezza, disegnati a china. Inventariati dal personale della Biblioteca Cannizzaro, i preziosi documenti, individuati non casualmente dall’occhio attento dell’Assessore Caruso, in mezzo a tanti faldoni e montagne di carte, grazie alla sua lunga militanza nella frequentazione di archivi poco noti, pubblici e privati, e alla personale passione per la ricerca, facevano probabilmente parte dello storico Archivio dell’Ufficio Tecnico, depositato per vetustà in un deposito insieme a tanto altro materiale ormai fuori uso. Consultati insieme all’arch. Nino Principato e al dr. Antonio Calabrese, archivista volontario, il carteggio consta di disegni e tavole colorate a mano, riviste e foto di modelli lignei di parti della Palazzata e della Cortina del Porto, progettata dopo il terremoto e mai realizzata. Nel dettaglio, sono stati riportati alla luce: 1) Il Progetto della Nuova Cortina del Porto post terremoto (1918) a firma di Luigi Borzì, ing. Capo del Comune e autore del Piano Regolatore, dell’ing. Santi Buscema e del celebre arch. Rutilio Ceccolini. Nel progetto era prevista la ricollocazione delle ottocentesche sculture delle “Vittorie Alate”, già presenti nella Palazzata del 1803 e conservate al Museo regionale, delle quali due esposte nel Foyer del Palacultura; 2) Prospetti, planimetrie, vedute a volo d’uccello e, di grande importanza, il progetto colorato a mano del Giardino Umberto I (con lo Chalet), oggi area fieristica; 3) Il Progetto del Mercato Ittico (1935); 4) Il Progetto del Banco di Sicilia a firma dell’arch. Vincenzo Vinci (1926) con fotografie del plastico di cui si sono perse le tracce; 5) Il Progetto del Monumento ai Caduti della Grande Guerra a firma di Ernesto Basile; 6) Elaborati e particolari decorativi e architettonici di Palazzo Zanca (1935); 7) Diverse annate del Bollettino Mensile di Statistica del Comune di Messina degli anni ’30 (che potranno essere utili per gli studenti in Scienze statistiche!);8) Il Diploma del Premio “Agosto Messinese” (1953), assegnato per “le Aiuole fiorite” alle Maestranze del Comune, a firma Maria Sofia Bonino. “Il ritrovamento di questi documenti – spiega l’Assessore Caruso – rappresenta un fondamentale tassello per la ricostruzione del lacunoso puzzle della storia della nostra città, che a causa di guerre e calamità ha visto disperdere importanti documenti che testimoniano il suo passato”. Ed ha aggiunto: “Non si ama se non che ciò che si conosce. La Cultura è quindi la conoscenza da cui partire per amare e apprezzare cosa ci circonda. Ogni progetto turistico (Caruso ha anche la delega al Turismo)  che si rispetti e promozione di un territorio non può che basarsi sulla Cultura del territorio stesso, che è fatta di Storia, di Arte, di Ambiente e Natura. Partendo dai ragazzi delle scuole, il lungo processo di riconquista di identità della nostra Messina è stato interrotta dalla cesura del Terremoto che ha distrutto la continuità tramandata attraverso i secoli e oggi è subordinato alla sensibilità di adulti, di docenti, di studiosi, di cittadini innamorati della propria città, che sentono proprio il dovere di tramandare la propria “conoscenza” e il proprio sapere, “passare il testimone” alle giovani generazioni che ne diventano eredi. La Cultura eleva gli animi e genera benessere”. E infine il prof. Caruso si pone la domanda per dare una risposta a quella che la famosa e contestata affermazione dell’ex ministro dell’economia Giulio Tremonti (con la cultura non si mangia). “Di Cultura ci si può sfamare? – si chiede l’Assessore Caruso e si risponde: Io dico di sì. Perché la Cultura, sia essa Arte, Storia, Artigianato, Tradizioni popolari, Musica, Teatro, Natura, genera attività lavorative, attira flussi di visitatori, crea occupazione, a condizione che ognuno venga “contagiato” dalla consapevolezza del tesoro che è sempre stato a portata di mano. Inforchi gli occhiali e metta a fuoco ciò che lo circonda. Ma se non c’è Conoscenza, ci si passa accanto senza comprenderlo”. Tra le recenti attività dell’Assessorato diretto dal prof. Caruso va segnalato anche “Il Maggio dei Libri 2021” iniziato con “La Rosa di Giulietta” e che si concluderà il 31 maggio nei luoghi del Poema Dantesco. Inoltre, quale Assessore al Turismo e alla Valorizzazione del Patrimonio Fortificato, Enzo Caruso a Genova ha incontrato l’Assessore allo Sviluppo Economico Stefano Garassino, insieme hanno messo a confronto le peculiarità storico-ambientali che accomunano Messina e Genova, con particolare riferimento alle Fortificazioni del periodo umbertino e al percorso di valorizzazione e promozione del sistema difensivo. In questa fase in cui i temi sono Salute, Ponte e baracche, Caruso semina a fari spenti ed è auspicabile che i frutti di questo lavoro certosino possano portare benessere e lustro alla Città.

  • tratto dal settimanale I VESPRI
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