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Politica e Sanità: binomio inscindibile o serie di numeri primi?

POLITICA E SANITÀ: un binomio inscindibile o una serie di numeri primi ?

In un contesto fortemente condizionato dagli effetti devastanti che la Pandemia continua a sortire a danno della salute umana, urge, più che mai, iniziare ad occuparsi della QUALITÀ della Politica e, quindi, della FORMAZIONE/INFORMAZIONE sanitaria di coloro che si trovano ad assumerne le relative responsabilità.
Se, per un verso, tra Sanità e Politica sembra sussistere un nesso inscindibile, per altro verso occorre che la Politica cerchi, in un certo senso, di  ridimensionarsi in maniera di operare e di rendere trasparente e controllato il  rapporto con la Sanità.
In questo senso, dunque, il primo passo verso un miglioramento della Sanità italiana consiste, senza dubbio, nel concentrarsi sui criteri da seguire nelle nomine politiche sanitarie, che non possono assolutamente non prescindere dal MERITO professionale.
In altri termini, occorre che il personale sanitario venga scelto non sulla base di logiche politiche o partitiche ma secondo criteri di COMPETENZA e MERITO.
Infatti, una applicazione logica della catena della responsabilità dovrebbe far si che si scelgano sempre i migliori per esperienza, competenza ed anche per condivisione delle strategie da adottare.
Questo perché a prevalere devono essere sempre il BENE DEI CITTADINI e la tutela del diritto alla SALUTE e non l’ “interesse del momento”.
Non è un caso che il termine “politica” derivi dal greco “polis” che significa
“governo della città “.
La Politica quindi in sanità rappresenta un “attore” importante, ma va sicuramente regolamentata attraverso oggettivi criteri di valutazione delle prestazioni, fino al punto di prevedere canoni di “customer satisfaction”.
Solo entro questi limiti la Politica può dirsi necessaria e può permettersi di prendere le decisioni senza seguire interessi diversi da quelli degli utenti.
Non è un caso che se in alcune Regioni non c’è una buona Sanità  è solo perché sono stati presi provvedimenti senza porre determinati paletti.
Se allora è vero che la Sanità, con le modifiche del Titolo V della Costituzione, è diventata competenza pressoché esclusiva delle Regioni, è altresi doveroso ribadire che le Giunte Regionali nominino i vertici delle ASL e degli  ospedali pubblici non tra persone “amiche” ma tra persone selezionate sulla base di criteri meritocratici.
Gli stessi Assessori Regionali alla Salute, per coerenza, dovrebbero poter conoscere, per la delicatezza degli interessi coinvolti, la materia sanitaria e non dovrebbero essere scelti rispetto a logiche di affidabilità politica ma facendo prevalere criteri di qualità e, soprattutto,  senza conflitti di interesse.
Solo così facendo si potrà arrivare ad una Sanità nella quale si rispettino standard di quantità, qualità e costo dei servizi sanitari erogati.
Allo stesso modo, perché si possa agire in regime di democrazia e piena partecipazione, le Regioni farebbero bene a rimanere fuori dalla gestione spicciola quotidiana dei servizi sanitari per valorizzare, al contrario, il ruolo di tecnici esperti del settore, che siano in grado di rispondere del loro operato ed essere premiati o penalizzati in base ai risultati conseguiti.
Spetta a loro essere principalmente interpellati sulle scelte sanitarie in quanto unici veri interlocutori dei malati.
In fondo, ciò che importa alla collettività è che si possa contare sulla presenza di medici preparati e non se questi siano di destra o di sinistra.
Inoltre, sempre per dar vita ad una Sanità democratica, occorrerebbe valorizzare le competenze dei cittadini, detentori della sovranità, e renderli parte, attraverso i loro rappresentanti, delle valutazioni del sistema sanitario.
In tal modo, il legame tra Sanità e Politica diverrebbe ancora più stretto ma la Politica non sarebbe di certo quella dei partiti nazionali o regionali ma quella diretta dei rappresentanti degli utenti del servizio sanitario.
Il Tutto all’interno di un contesto caratterizzato dall’attuazione di un Federalismo territoriale sanitario che abbia come suo caposaldo il valore della Comunità, espressione del Popolo.
Solo in questi termini la Politica può davvero influire sul BENESSERE e sulla QUALITÀ delle persone.
È quindi fondamentale che le scelte politiche vengano orientate da criteri di COMPETENZA, a maggior ragione quando ci si trova a gestire situazioni di emergenza.
La vera capacità dei politici sta nell’essere in grado di pianificare una programmazione sul medio e lungo termine, perché solo così facendo si possono gestire al meglio situazioni impreviste e difficili, come per esempio l’emergenza covid.
E addirittura, se i politici fossero anche un pò più lungimiranti e riuscissero a gestire meglio gli investimenti, potrebbero crearsi i presupposti per prevenire o, quantomeno, contenere situazioni dannose e pregiudizievoli per la collettività.
Mai quindi sottovalutare il fatto che tra i fattori influenti sulla qualità dei servizi sanitari regionali e delle aziende sanitarie un ruolo decisivo sia svolto dalla GESTIONE EFFICACE, EFFICIENTE ED EQUA DELLA SANITÀ.

Guglielmo Rizzo
Dipartimento Sanità e Attività Sociali
DEMOCRAZIA CRISTIANA SICILIA

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