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Finché c’è guerra c’è speranza, di Alberto Sordi?

DEMOCRAZIE E COMPROMESSI ECONOMICI Finché c’è guerra c’è speranza, di Alberto Sordi?
No, peggio. di Massimo Mastruzzo 

Le democrazie occidentali ( almeno quelle universalmente intese come presunte tali) dovrebbero evitare, coerentemente con le loro, declamate, culture, ogni intesa economica con le dittature. Il condizionale è d’obbligo perché sull’interdipendenza economica con diverse dittature si basa gran parte della ricchezza dei paesi occidentali (pensiamo solo agli scambi commerciali con la Cina che non è sicuramente una democrazia propriamente detta). Senza contare i fondi ad hoc degli Stati europei per il contenimento dei migranti (L’incontro con Erdoğan serviva, tra le altre cose a discutere della collaborazione tra Unione Europea e Turchia su questioni come i migranti) che sembrano essere l’unica soluzione trovata per la gestione dei flussi migratori, naturalmente consci che il trattamento di quei migranti, da parte degli stati destinatari dei fondi, sono leggermente più sgradevoli della poca cortesia usata nei confronti della presidente della Commissione europea.
Un compromesso che Draghi, pur nella diplomatica condanna dell’accaduto, non ha potuto fare a meno di sottolineare.

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