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Volt: lettera aperta alla Ministra Carfagna di Erika Puntillo

Volt, lettera aperta alla Ministra Carfagna. Erika Puntillo: “stanca di assistere impassibile allo spettacolo deprimente di una classe politica poco accorta e lungimirante”

La Consigliera del partito paneuropeo Volt, Erika Puntillo, chiede uno sforzo congiunto per contrastare il divario Nord-Sud e la fuga dal Meridione.

SICILIA – Erika Puntillo, Consigliera della Circoscrizione Isole del Consiglio Direttivo di Volt Italia, in occasione della consultazione pubblica sul futuro del Mezzogiorno tenutasi il 23-24 marzo scorsi, ha pubblicato una lettera indirizzata alla Ministra per il Sud Mara Carfagna,per chiedere uno sforzo congiunto al contrasto del divario Nord-Sud

È tempo di mettere un punto all’annosa questione meridionale, una ferita che questa pandemia rischia di lacerare ulteriormente e irrimediabilmente: “L’amara verità – scrive Erika Puntillo, siciliana – è che il Mezzogiorno risulta essere il fanalino di coda di un continente che viaggia a una velocità che non riusciamo a inseguire”. È prioritario riportare nell’Unione Europea questa parte d’Italia (tra le più svantaggiate d’Europa) affinché possa realmente prendere parte e beneficiare del processo di integrazione europea.

I fondi in arrivo vanno investiti in modo deciso sullo sviluppo dell’intero Sud che, nel pieno delle sue possibilità, darebbe un forte slancio al PIL nazionale. Le priorità della ripartenza risiedono innanzitutto nell’istruzione e nella ricerca, non potendo esserci futuro lì dove mancano istruzione, lavoro e opportunità di crescita.

Quale futuro? “Un futuro in cui il Meridione e i suoi figli possano emanciparsi e porre radici forti, affrancandosi finalmente dalle politiche clientelari, che in questo vuoto hanno avuto modo di soffocare la nostra terra e i suoi abitanti – conclude la Puntillo – La terra del Mezzogiorno può essere liberata da ignoranza, padrini e padroni solo se c’è la volontà politica dell’Italia intera di trasformarla da terra di clientele a terra di innovazione e scambio culturale”.

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