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Il riconoscimento ufficiale di Cosimo Recupero

Se non fosse che c’è di mezzo il destino dell’Italia, lo spettacolo che quotidianamente ci offrono i grillini sarebbe anche divertente. Del resto cosa ci si poteva aspettare da una compagnia di guitti messi su da un comico un po’ fuori moda che, per rinverdire i suoi fasti, ha pensato che non c’era niente di meglio che prestare il proprio volto alla politica, se così vogliamo chiamarla?!?

E così tanti di loro, molti dei quali senza arte né parte, sono passati dal trucco e parrucco della Casaleggio e magicamente sono diventati deputati, senatori, ministri, vicepresidenti del consiglio e così via.

Uno spettacolo immondo, che ha ridicolizzato il nostro Paese di fronte alla comunità internazionale.

Un caravanserraglio così improbabile che, per dargli un po‘ sussiego, ha avuto bisogno di quel Giuseppe Conte che, certamente, rispetto a tutti gli altri sembrava un gigante ma che, avulso completamente dalle dinamiche della politica, pensava che la sua nomina a capo del governo fosse a vita, tanto ha scalpitato per non andarsene da Palazzo Chigi.

Conte, ovvero quel tale per il quale molti avevano giurato o lui o morte. Per poco, però. Quando hanno capito che l’alternativa era tornarsene al proprio banchetto di bibite allo stadio, anche Conte è diventato sacrificabile.

E così è sparito, come è sparita anche la coerenza, a quanto pare. Oggi Di Maio ha candidamente affermato che il M5S è, nell’ordine: “moderato, liberale, atlantista e saldamente europeista”. Parole testuali.

Un bel triplo salto mortale, non c’è che dire. Anzi quadruplo.

Perché Di Maio ha definito “moderato” quel movimento che voleva aprire il parlamento come una scatoletta di tonno, salvo poi andarci a governare con il tonno, pur di non tornare a casa. E moderato sarebbe anche quello stesso partito che, con Di Maio al governo, incontrava i gilet gialli e prometteva loro amore eterno, oltre all’arma segreta della famigerata piattaforma Rousseau, manco fosse la macchina Enigma dei nazisti.

Il M5S si scopre ”liberale”. Proprio l’aggettivo adatto per quel movimento che ha fatto ferro e fuoco per allungare ad libitum i termini della prescrizione, trasformando l’Italia in uno stato di polizia, dove le procure potranno tenere i cittadini appesi ad un processo per anni, prima di scoprire che il fatto non sussiste.

Per Di Maio il movimento è anche “atlantista”, cioè amico degli americani, quegli stessi che il nostro giovane virgulto ha fatto andare su tutte le furie sottoscrivendo quell’accordo denominato “Nuova via della seta” con il quale ci siamo consegnati all’impero cinese in cambio dello smercio di un camion di arance.

Ma si è scoperto “saldamente europeista” quello stesso movimento che voleva il referendum per l’uscita dalla moneta unica.

La domanda a questo punto è: come si può dare ancora credito a persone che hanno cambiato idea su tutto? Eppure c’è gente che ancora pende dalle loro labbra, senza rendersi conto che essi stessi, i grillini, si sono autodefiniti con un battuta qualche giorno fa. Sì, perché dopo la formazione del governo Draghi, vista la drastica riduzione della rappresentanza nel governo, pare che qualcuno abbia affermato: “ci hanno presi per deficienti”.

A chi ha detto queste parole vorrei fare un plauso perché è l’unico che ha capito che, finalmente, è arrivato il riconoscimento ufficiale.

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