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Storia con tre protagonisti al convegno di Mondo Nuovo

Barcellona: Una storia con tre protagonisti al convegno dell’Associazione Culturale Mondo Nuovo

Un pubblico numeroso e attento, formato in gran parte da giovani,  ha seguito con visibile interesse i lavori del Convegno dell’Associazione Culturale Mondo Nuovo tenutosi a Barcellona nell’Auditorium del Parco Maggiore La Rosa. Dopo i saluti dell’Amministrazione comunale della Città del Longano, portati dall’Assessore alla Cultura Angelita Pino, il Presidente dell’Associazione, Giovanni Frazzica, introducendo i lavori, ha voluto spiegare che la scelta del tema “Matteotti, Mattei, Moro, quando la Storia si scrive col sangue” è stata determinata dal desiderio di mettere in luce tre grandi protagonisti di un passato recente falciati da una violenza che ha deviato il percorso fisiologico della politica e della democrazia di cui ancora oggi il Paese paga le conseguenze. Ed è giusto che queste storie vengano conosciute, anche per non ripetere mai più certi errori del passato. La relatrice, prof.ssa Patrizia Zangla,  specialista di Storia Contemporanea di Storia dei regimi totalitari e degli Anni di piombo, ha così sintetizzato la storia dei tre delitti ricordando però i plurimi legami con altre vicende tuttora misteriose, quella di De Mauro, Pasolini, Dalla Chiesa. Per la storica Zangla quindi: «Matteotti si configura come delitto politico, paradigma della violenza fascista cui si associa la componente affaristica che coinvolge i vertici del regime e i familiari dello stesso duce e determina il passaggio dalla dittatura autoritaria al regime totalitario, all’esautorazione delle opposizioni e all’annullamento delle funzioni del Parlamento». «Mattei, la cui cifra non è unicamente internazionale, comporta la scoperta di un potere invisibile che manovra potentati politici e apparati deviati dello Stato che avevano fatto proprie le istanze della guerra rivoluzionaria contro l’avanzata comunista. Mattei dunque pericoloso per la sua capacità di influenza del Parlamento, dei partiti e della politica estera». Infine, il delitto Moro, presentato come «sequestro e uccisione senza precedenti nella storia dell’Occidente contemporaneo, un caso complesso e plurintersecato, pietra d’inciampo di tutta la storia della Repubblica». A seguire l’intervento del sen. Enzo Palumbo che ha evidenziato l’anomalia delle storie di Matteotti, Mattei e Moro, con effetti politici che hanno mutato il corso della Storia. Ed  anche la Sicilia ha sperimentato la politica fatta col sangue, sin dal caso Giuliano dell’immediato dopoguerra, poi col sacco di Palermo all’inizio degli anni sessanta, e cogli omicidi eccellenti e le stragi degli anni successivi, a partire da quello emblematico di Pier Santi Mattarella, che ha rappresentato la prima e più significativa occasione persa per il riscatto della Sicilia dal potere politico-mafioso; da quel momento nulla è più stato come prima, e le stragi degli anni successivi si sono incaricate di dimostrarlo. Infine il terzo intervento programmato, quello di Cosimo Recupero, Segretario cittadino del PSI ed ex assessore del Comune di Barcellona, che ha rilevato che, sulla scia degli omicidi politici oggetto del convegno, si poteva inserire anche la vicenda di Craxi che, è fu vittima di un disegno politico internazionale volto a eliminare, anche se non col sangue, il leader socialista per le sue posizioni anticapitaliste, oltre che anticomuniste, e la ferma volontà di mantenere l’Italia autonoma dall’alleato americano. A conferma della teoria secondo la quale Craxi sarebbe stato vittima di portatori di forti interessi economici e politici con casa negli USA, Recupero ha citato anche l’episodio di Michael Ledeen, che si intromise nella telefonata fra Craxi e Reagan, col pretesto di fare da interprete, durante le concitate ore della notte di Sigonella, tentando di influenzare e indirizzare il dibattito fra i due leader. Secondo Recupero, lo stesso Ledeen, qualche anno dopo, fu l’accompagnatore ufficiale di Di Pietro nelle sue trasferte statunitensi e ciò confermerebbe l’influenza dei servizi americani nella vicenda di Mani Pulite. Come interventi del pubblico si segnalano infine quelli del sen. Domenico Nania, del parlamentare all’Ars del Pd Franco De Domenico e dell’ex sindaco di Milazzo Nino Nastasi.

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