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I teologi del Papeete di Cosimo Recupero

Considerato che la politica e lo sport sono fermi per le festività natalizie, i leoni da tastiera si tengono allenati scrivendo delle gesta di Papa Francesco il quale, lavorando in questi giorni più degli altri (le feste le hanno inventate loro) offre quotidianamente occasioni per attaccarlo.

L’ultima qualche giorno fa, quando il povero Bergoglio si è reso protagonista di una scena che ha scatenato le ire dei puristi della fede. L’ultimo successore di Pietro, infatti, ha avuto un gesto di stizza verso una fedele che, incautamente, lo ha strattonato, provocando appunto una reazione nervosa del Pontefice il quale, per liberarsi dalla morsa della imprudente fedele, le ha dato qualche schiaffetto sula mano. Prognosi: tre nanosecondi, immagino.

E così la macchina del fango si è messa in moto. Il Papa è diventato un violento, un poco di buono, un essere indegno di sedere sul soglio petrino e così via, con l’antologia di “fregnacce“ a cui questi signori ci hanno ormai abituato.

Il tutto, ovviamente, senza nemmeno tenere conto che, come si vede nitidamente dalle immagini, il Santo Padre non è stato solo importunato ma energicamente strattonato, al punto da essere trascinato verso la balaustra. Si vede benissimo che rischia pure di cadere, la qual cosa deve essere il terrore costante per Francesco che, notoriamente, porta anche scarpe ortopediche proprio per via di un antico problema di deambulazione.

Ma niente… I teologi del Papeete non ce l’hanno fatta a resistere alla tentazione di trovare, in quel gesto innocente per il quale Bergoglio ha pure chiesto scusa, la prova provata, la pistola fumante che dimostra che quell’uomo è indegno di definirsi il successore di Cristo. E ce lo dicono quelli che magari non mettono piede in una Chiesa da anni, quelli che non leggono un rigo del Vangelo nemmeno a pagarli, e che poi sono gli stessi che, in nome di quel Cristo oggi indegnamente rappresentato in Vaticano, vogliono tenere donne e bambini sulle navi, a cinquanta gradi all’ombra, ad arrostire come polli.

E ce lo dicono i seguaci quel tale che, da instancabile difensore della fede dei nostri padri, bestemmia bellamente in un audio che è possibile reperire tranquillamente su Youtube e fa il verso al Santo Padre, sulla neve, con una delle sue signorine adoranti, nella certezza che milioni di cristiani da soma (come li abbiamo definiti altrove) lo troveranno divertente e, sol per questo, lo voteranno alle prossime elezioni.

Ma per chi si sforza ogni giorno di vivere la propria fede secondo il Vangelo, in tutto questo c’è solo la conferma delle parole di Cristo: “vi mando come pecore in mezzo ai lupi”, è la promessa del Signore. Dove le pecore sono i poveri di Dio, fra questi Francesco, e i lupi sono quelli che, guardandosi bene dal praticare la religione, continuano a sbranare Cristo, nella persona del suo degnissimo successore Francesco.

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