cronaca

Sacco di Fiumedinisi, chiesti 4 anni e 4 mesi per De Luca

Per il “Sacco di Fiumedinisi” chiesti 4 anni e 4 mesi per De Luca

Quattro anni e quattro mesi di reclusione, questa la richiesta del sostituto procuratore generale Adriana Costabile, in Corte d’Appello, al processo di 2° grado per il “sacco edilizio di Fiumedinisi” nei confronti dell’attuale sindaco di Messina Cateno De Luca, imputato come ex sindaco di Fiumedinisi.

Il magistrato che conduceva l’accusa nel corso della sua requisitoria ha richiesto anche la condanna del fratello del primo cittadino di Messina, Tindaro De Luca, a 3 anni e 8 mesi di reclusione, e la condanna a 2 anni e 8 mesi per l’allora presidente della Commissione edilizia del piccolo centro ionico, Benedetto Parisi.

I fatti contestati si riferiscono al periodo 2004-2010: De Luca era allora sindaco di Fiumedinisi e, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe stravolto il ontratto di quartiere ( lo strumento urbanistico di applicazione del Prg).

Al centro della vicenda la realizzazione di un albergo, la cui costruzione venne bloccata dai sigilli, rimossi lo scorso anno.

L’arresto per De Luca arrivò nel 2011, mentre era deputato Ars. Dopo un mese il Tribunale del Riesame rievocò i domiciliari, ma per la fondatezza delle accuse si andò a processo.

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