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Aceti e Greco scrivono alla Lorenzin per il Polo Oncologico del Papardo

Aceti e Greco scrivono alla Lorenzin per il Polo Oncologico del Papardo

Onorevole Ministro,

la presente per porre alla Sua attenzione la grave situazione conseguente alla mancata realizzazione del Centro oncologico di eccellenza presso l’Ospedale Papardo di Messina, prevista dall’Accordo Quadro di Programma sottoscritto il 23 dicembre 2003 dai Ministeri della Salute, dell’Economia e delle Finanze e la Regione Sicilia e, successivamente, dalla linea di intervento 6.1.2. A, azione C del PO FESR Sicilia 2007/2013. Successivamente ai provvedimenti succitati, la L.R. n.5/2009 di riordino del Servizio Sanitario Regionale, introducendo nuovi indirizzi di politica sanitaria regionale, ha disposto l’accorpamento del P.O. Piemonte al P.O. Papardo prevedendo, in luogo della realizzazione del centro d’eccellenza oncologica presso il P.O. Papardo, dopo che tutte le somme destinate alla realizzazione del Centro Oncologico di Eccellenza erano state spese e contabilizzate, una semplice ristrutturazione degli spazi finalizzata ad accogliere i servizi e le Unità Operative del P.O. Piemonte da trasferirsi presso il P.O. Papardo a seguito dell’accorpamento. Sostanzialmente, le risorse destinate al polo oncologico vengono dirottate all’adeguamento dell’ospedale Papardo per accogliere i servizi e le unità operative del Piemonte. Tuttavia, la stessa L.R. n.5/2009 all’art.23, comma 2, stabiliva che il centro di eccellenza oncologico dovesse in ogni caso essere attivato nella città di Messina. Con nota prot.6437 del 09.06.2010 l’Assessore regionale alle Salute informa il Ministero della Salute del percorso delineato al fine di adeguare il progetto ai nuovi indirizzi di politica sanitaria regionale così come definiti nella L.R. n.5/2009. Si deve purtroppo constatare che, a fronte di una spesa pari a 38 mln di euro, ad oggi la Regione Sicilia non ha dato attuazione ad alcuna delle disposizioni normative succitate, con importanti ricadute in termini di incremento della mobilità sanitaria e relative conseguenze sulla salute di migliaia di pazienti residenti affetti da patologia oncologica e costretti a spostarsi fuori regioni per accedere alle cure necessarie. Tale situazione sta provocando effetti quantomeno dannosi non solo sotto il profilo sanitario, ma anche economico – finanziario, poiché la mobilità sanitaria comporta un aggravio di costi a carico del paziente stesso e dell’erario regionale, su cui annualmente grava un costo di migrazione passiva stimato tra 150 e 160 milioni di euro. Ciò detto, al fine di garantire l’esercizio di un diritto costituzionalmente garantito, quello alla salute, e onde evitare ulteriori episodi di distrazione e sperpero di risorse pubbliche specialmente in una fase storica, come quella attuale, di limitatezza di finanziamenti al SSN, Le chiediamo di poter verificare quanto brevemente esposto anche attraverso l’invio di ispettori ministeriali che possano esaminare l’accaduto ed intraprendere tutte le azioni necessarie ad una risoluzione del caso, che tenga conto dei diritti e delle esigenze dei pazienti. La situazione oggi, secondo quanto affermato dal Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Papardo con nota n. 43893 del 22.07.2015, inviata per conoscenza anche alla S.V., è la seguente “Sono stati spesi 38 milioni di euro e né il primo obiettivo, polo oncologico, né il secondo, accorpamento dei servizi e delle unità operative, è stato perseguito da tutti i soggetti, istituzionali e non, deputati a farlo.” Certi della Sua attenzione e in attesa di un Suo cortese riscontro, porgiamo i nostri più distinti saluti.

 Tonino Aceti                        Giuseppe Greco

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