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Francilia accoglie Germanà nella Lega messinese


Francilia accoglie Germanà nella Lega messinese di Giovanni Frazzica

L’ex Consigliere comunale di Milazzo Giuseppe Marano, responsabile dell’Associazione CAD Sociale, qualche tempo fa scriveva: “Il partito delle Multinazionali, la Lega, si sostituisce al Pd. Dopo aver letto le dichiarazioni della sottosegretaria Gava della Lega che parla di “Inceneritori Imprescindibili” in Sicilia e quindi anche qui nella Valle del Mela adesso il dato, per quanto ci riguarda, è tratto. La Lega a Milazzo, zona dichiarata ad alto rischio di crisi ambientale, sta nascendo con i presupposti più che sbagliati prova ne è che hanno aderito riciclati politici del Pd e di FI. Aggiungiamo anche la presa di posizione di alcuni soggetti vicini alla Raffineria ed ecco che il cerchio si sta chiudendo. D’altronde il silenzio dei locali Leghisti su questa tematica è eloquente e dopo il fallimento del Pd doveva nascere e sostituirsi una forza politica che garantisse gli equilibri industriali del nostro territorio”. Alla luce di questo fuoco di benvenuto, che non è stato il solo che si è sviluppato contro la presenza del partito di Salvini in Sicilia, non si spiega bene il perché si stia verificando, con Nino Germanà e Nino Beninati, una seconda ondata di adesioni alla Lega. La prima era stata quella che aveva visto in primo piano l’ex Udc Matteo Francilia, sindaco di Furci Siculo, ed il parlamentare barcellonese Antonio Catalfamo, eletto a suo tempo nella lista di Fratelli d’Italia. In coda alla prima ondata c’è stata anche l’adesione del candidato Sindaco di Messina, prof. Dino Bramanti, oggi consigliere di opposizione a Palazzo Zanca con un seguito di due consiglieri comunali, Salvatore Serra e Giovanni Caruso. Questa seconda ondata di adesioni non appare determinata da particolari suggestioni legate ai successi della politica salviniana che, anzi, negli ultimi tempi è apparsa alquanto ambigua e altalenante, finalizzata soprattutto ad entrare con alcuni dei suoi nell’area di governo. Queste nuove “folgorazioni” dunque, così come quelle che stanno avvenendo un po’ in ogni dove, sembrano determinate più che altro dalla ricerca di spazi utili in vista delle Elezioni regionali previste per il mese di novembre 2022 e non già da ispirazioni che derivano dalla visione di fenomeni innovativi e virtuosi. Da considerare anche che i percorsi delle carriere politiche sono diventati molto più stretti rispetto al passato e, sullo sfondo, c’è anche l’incubo della pesante decurtazione dei seggi di Camera e Senato che dovrebbe andare a regime nella primavera del 2023, se non ci saranno elezioni anticipate. Per capire meglio cosa stava avvenendo nella Lega messinese abbiamo interrogato Matteo Francilia, primo coordinatore provinciale del Partito. “Sono felicissimo di questi nuovi ingressi, il nostro è il primo partito in Italia, potrebbe diventare anche in primo partito in Sicilia ed aspirare ad esprimere il Presidente della Regione”. Ci sorprende l’entusiasmo con cui Francilia ha salutato i nuovi arrivati che, secondo alcuni osservatori, finirebbero col comprimere proprio alcune sue pur legittime possibilità di carriera. “Continuo a fare con passione ed entusiasmo il sindaco di Furci Siculo, ho un ottimo rapporto con l’on. Nino Minardo, il coordinatore regionale della Lega che ha sostituito il sen. Candiani. Vedo il Partito crescere in tutto il territorio, a Siracura ha preso la tessera l’ex parlamentare Vincenzo       Vinciullo e buone adesioni ci sono anche ad Agrigento, è questo che mi rende fiducioso per la prospettiva”.  Non tutti vedono con gioia quanto sta avvenendo. “Il peso della gratitudine è difficile da sopportare”, commenta l’on. Tommaso Calderone, capogruppo all’Ars per FI. Sia Minardo che Germanà erano stati insieme nel Nuovo Centrodestra, il partito nato dalla scissione di Angelino Alfano da FI, ma dopo sono stati inseriti nelle liste di Forza Italia in tempo per essere eletti, per questo Calderone menziona la “gratitudine” proprio adesso che insieme a Miccichè sta lavorando per ricostruire il Partito Azzurro. Il passaggio di Germanà era previsto dopo l’investitura di Micciché a capo del gruppo Ars proprio di Calderone che, alla sua prima elezione, aveva battuto con 13521 preferenze Nino Germanà. Da ricordare che sconfitto alle regionali del 2012, a Germanà fu però garantita la posizione “utile” in lista alle Politiche del 2013 che gli consente oggi di trattare da parlamentare nazionale in carica questo passaggio. Non basteranno però i cambi di casacca a garantire ulteriori successi, oltre ai nuovi umori del popolo, al taglio dei parlamentari, ci sono le nuove dinamiche della politica. Infatti Totò Cuffaro, che un paio di mesi ha preso in mano la guida della Dc siciliana, sostiene: “Ci presenteremo, quest’anno, alle amministrative di Caltagirone, Porto Empedocle e San Cataldo e l’anno prossimo saremo in corsa a Palermo. Puntiamo al 10 per cento. C’erano attuali deputati dell’Ars e abbiamo detto no perché puntiamo solo sui giovani”. Proiettata sulle regionali e sulla provincia di Messina, questa visione cuffariana farebbe ritenere che, sotto il profilo egoistico della carriera, che bene ha fatto Nino Germanà a cercare spazio nella Lega. In effetti il puntare sui giovani di Cuffaro oggi fa intravvedere solo l’identikit di due giovanissimi cavalli di razza: l’avv. Calogero Leanza e l’on. Luigi Genovese, anche se quest’ultimo, pur giovanissimo, è già da quasi tre anni parlamentare, quindi non avrebbe più quella purezza assoluta che l’ex Presidente invoca. Pazienza. Ciò che invece appare importante è osservare se a sinistra, in particolare nel Pd, ai minimi termini dopo che Franco De Domenico è stato dichiarato decaduto dall’Ars, che potrebbe ricevere nuovi stimoli dalla Segreteria Letta.

  • Tratto dal settimanale I VESPRI
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