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CALABRIA, TUTELARE LA SPERANZA PER CREDERE

CALABRIA, TUTELARE LA SPERANZA PER CREDERE NELLA RIEVOLUZIONE * di Massimo Mastruzzo

In Calabria, terra di diritti negati, con la disoccupazione più alta, il reddito pro capite più basso, un sistema sanitario non degno di uno Stato membro della UE, tutelare la speranza diventa fondamentale per evitare un pericoloso punto di non ritorno. Pericoloso non solo per la Calabria, perché da lì in poi ogni azione di ribellione sociale potrebbe avvenire al di fuori dalle regole costituzionali.

I calabresi non devono arrendersi alla possibilità di credere nella riEvoluzione della loro terra, e noi di M24A-ET, Movimento per l’Equità Territoriale, vogliamo tutelare e alimentare questa speranza, coscienti  e convinti, che per farlo non vi è altra via se non quella del perseguire l’Equità Territoriale.

EQUITÀ TERRITORIALE È LIBERTÀ

Senza lavoro, senza giustizia sociale, senza diritto alla sanità, senza adeguate infrastrutture, non ci può essere libertà. Nella Calabria non c’è libertà, la chiave per accedervi è L’Equità Territoriale.

La declinazione di questo concetto però non è fine a se stesso, è un progetto di politica programmatica che M24A-ET ha prodotto nel “PIANO DI RILANCIO E RESILIENZA DEL MEZZOGIORNO E DELLE AREE INTERNE D’ITALIA”. 300 pagine, già inviate a Roma, che contengono uno studio, con tecnici di settore, per indicare, regione per regione e nei vari campi, le opere su cui investire, attenendosi alle indicazioni della UE, per il rilancio del Mezzogiorno attraverso le risorse del Recovery Fund.

Nello specifico della Calabria questo importante lavoro verrà regionalizzato e ulteriormente integrato con le esigenze locali per poter finalmente ratificare quanto previsto dall’articolo 3 della Costituzione “…rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

Il M24A-ET sa che ogni individuo messo nelle condizioni, previste dalla Costituzione, di avere i propri diritti e assolvere ai propri doveri di cittadino, darà in modo naturale il proprio contributo economico e sociale al territorio dove vive.

A chi scrive, come ad altri milioni di meridionali, è stata offerta la (s)fortunata possibilità di emigrare come unica forma di ribellione, con il risultato nazionale di un’Italia con una disomogeneità Territoriale che non ha eguali nella UE.

Talmente ampia che quando la Commissione europea ha stabilito i criteri per la ripartizione dei fondi tra gli stati membri:

1. Direttamente proporzionale alla Popolazione;

2. Inversamente proporzionale al livello del Reddito pro-capite;

3. Direttamente proporzionale al tasso di disoccupazione medio degli ultimi 5 anni.

L’Italia ha ricevuto la somma maggiore grazie alle disgrazie del suo sud che ha tristemente primeggiato in tutta Europa per il più basso reddito pro-capite e la più alta disoccupazione.

La Calabria ha, purtroppo, dato il maggior contributo al raggiungimento del risultato dei 209 miliardi assegnati dalla UE a questa nazione. Ignorare questo triste  contributo sarebbe, a dir poco, un atto criminale lesivo di ogni minimo diritto al sentirsi un normale cittadino italiano.

*Direttivo nazionale M24A-ET

Movimento per l’Equità Territoriale

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