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De Luca vuole la testa impagliata di La Paglia

La Uil, che negli ultimi tempi si è calmata, ed il sindaco Cateno De Luca pare che per prima cosa vogliano portare a casa il trofeo: la testa impagliata di La Paglia, il dr. Paolo La Paglia, Direttore generale dell’Asp di Messina. E questa situazione va avanti da diverso tempo, si procede facendo spregiudicatamente politica e lotta politica regionale sulla pelle dei cittadini messinesi invece di trovare utili punti di convergenza per risolvere i problemi.

In realtà a Messina c’è un alto indice di contagio, negli ultimi 14 giorni, infatti, si sono registrati oltre 2.700 nuovi positivi, di cui 2.022 in città. Per questo il sindaco di Messina Cateno De Luca chiederà al governatore Nello Musumeci la “zona rossa” per Messina a partire da martedì 12 gennaio e per la durata di 3 settimane.

Ma De Luca continua ad attaccare il Direttore generale dell’Asp di Messina di cui ha chiesto più volte la rimozione, attribuendogli ogni colpa di quanto sta succedendo anche se, ad onor del vero, il Ploclinico, il Piemonte ed il Papapardo, le tre grandi strutture sanitarie che insitono sul territorio cittadino, non dipendono dall’Asp: “La situazione ormai è fuori controllo – dice De Luca – Non si muore solo di malasanità, si muore anche quando tu punti il dito contro certi equilibri e contro questa cupola politica. Adesso basta, non lascio più la gestione della sanità nelle mani di questi asini volanti”.

Tuttavia il linguaggio pittoresco del sindaco non costituisce rimedio sanitario ne è contributo alla verità dei fatti, per cui l’Asp di Messina, prontamente così gli risponde: “Il numero di contagi è aumentato a causa di comportamenti individuali sconsiderati e perché è mancato il rispetto delle vigenti norme di contrasto al contagio da Coronavirus. Ed è mancata anche l’attenzione di chi doveva fare rispettare queste norme, determinando un’oggettiva situazione di preoccupazione. L’Asp interviene dal punto di vista sanitario e non ha alcuna autorità in materia di contenimento”. Appare del tutto evidente che in questo momento questa guerra tra istituzioni non serve ai cittadini.

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