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Patto Civico per la Calabria di Massimo Mastruzzo*

PATTO CIVICO PER LA CALABRIA di Massimo Mastruzzo*

“Un passo di 100 persone vale più di 100 passi di un solo candidato. Forse è questo che Tansi non ha capito”.

La Calabria è a rischio desertificazione umana e industriale, si continua ad emigrare perché manca il lavoro e per farsi curare perchè mancano le infrastrutture. Il livello di disoccupazione trova poco eguali in UE, come il basso reddito pro capite. Il rischio di cadere nello scoramento e nella tentazione di credere nell’impossibilità del cambiamento è realisticamente molto alto, ma non possiamo permetterci di perdere definitivamente una terra di rara bellezza come la nostra Calabria, e per non toccare il punto di non ritorno serve una riEvoluzione sociale.

Mettere sul tavolo della discussione il nome del candidato è perseguire in quel concetto di politica tradizionale che allo stato dei fatti ha portato la Calabria sul baratro del punto di non ritorno.

Per rispetto delle persone coinvolte nella triste tragedia di Jole Santelli, faccio un solo esempio: alle scorse elezioni regionali il centrodestra ha puntato su un candidato che si è dimostrato essere una scelta vincente, dopo la tragedia che ha colpito la candidata Santelli, la Calabria è passata nelle mani di Spirlì.

Il candidato è sicuramente una carta da scegliere con attenzione ma non è detto che racchiuda al suo interno lo stesso valore dell’abito che viene offerto alla matita degli elettori.

Il Patto civico, prima che nella scelta del candidato, parte dall’identificazione di pochi Obiettivi di Legislatura e da quanti vorranno unirsi a ragionare sulla condivisione di questi obiettivi.

Nessuno mette in discussione il valore umano del dottor Tansi e di tutti i calabresi che alle scorse elezioni hanno creduto in lui, ma questo non può prescindere dalla realistica considerazione che non è bastato allora e potrebbe non essere sufficiente alle prossime regionali. E Tansi dovrebbe sapere  arrivare secondi in solitudine sarebbe una magra, inutile, consolazione per tutti i calabresi che aspettano di avere gli stessi diritti che la costituzione garantisce solo altrove.

Il Patto Civico per la Calabria va perseguito e va realizzato con personalità che hanno un valore umano non inferiore a quello del dottor Tansi e questa guerra fra persone che dovrebbero remare verso la stessa direzione fa male soprattutto ai calabresi.

La Calabria per bene non appartiene solo a “Tesoro Calabria”, sostenere questo ha lo stesso sapore dello scivolone di Morra. La Calabria per bene appartiene a tutti i calabresi, anche a quelli che sono stati condannati all’emigrazione forzata da quanto non è mai stato fatto per questa terra, che continuano a voltarsi indietro come fa un innamorato costretto a lasciare la donna che ama.

“In ognuno di noi esiste un attimo, un avvenimento, una situazione dove si realizza che è giunto il momento di reagire. In quel preciso istante inizia il percorso del cambiamento, maggiori saranno le persone che faranno coincidere quel momento, maggiore sarà il cambiamento”.

QUEL MOMENTO, QUELL’ATTIMO È ADESSO.

La riEvoluzione deve partire credendo che l’Equità Territoriale è possibile, e bisogna iniziare dal pretendere che i principi fondamentali della nostra Costituzione vengano ratificati in quei territori, come la Calabria, dove dopo 72 anni, sono ancora vergognosamente inapplicati. Inapplicati perché una locale politica gattopardiana, che ha trovato gradimento e consenso in quella nazionale, si è consolidata insediatosi nelle pieghe della Questione Meridionale travestendosi da soluzione mentre sotto la maschera si nascondeva il peggio possibile per una società: mafia, collusione, corruzione…

Bisogna estirparla, come si farebbe con la peggior gramigna infestante, per far spazio ad un nuovo terreno fertile che possa far germogliare tutte quelle eccellenze che sono state soffocate e frenate, ma non sono mai mancate e proprio per questa loro resistenza basterebbe un garamba (spiraglio) di luce per farle risplendere.

Questo, prima ancora che la scelta del candidato, è l’obiettivo di M24A-ET, Movimento per l’Equità Territoriale.

*direttivo nazionale M24A-ET

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