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La sagra delle pere cotte di Cosimo Recupero

La sagra delle pere cotte di Cosimo Recupero

Se dovessimo trovare versi poetici per descrivere questo periodo storico, potremmo utilizzare comodamente quelli scritti nel 1849 dall’avvocato veneto Arnaldo Fusinato che recitano: la peste infuria il pan ci manca.

In effetti, questi versi scritti per le eroiche gesta del Risorgimento, sembrano descrivere benissimo questo periodo di smarrimento nel quale versa il Paese. Il Covid continua a crescere, anche se forse con numeri che vanno letti in maniera diversa dallo stile apocalittico con il quale ci vengono proposti, e l’economia boccheggia. Aziende che chiudono o stanno per farlo. Schiere di persone lasciate a casa per norme alle volte abbastanza grottesche, come quelle che impongono restrizioni ad orario, come se il virus facesse i turni.

Insomma, una situazione molto italiana, nella quale non si riesce a prendere una strada certa, nel tentativo di accontentare tutti.

Ma in questa babele di leggi, DPCM, proposte farlocche e propaganda, pare che i capigruppo abbiano trovato l’accordo su una questione molto importante: il rifinanziamento del fondo di cui al comma 200 dell’art.1 della legge 23 dicembre 2014, cosiddetto “Fondo per le esigenze del Parlamento”. Si tratta di un fondo istituito appunto nel 2014 con la finalità di costituire una sorta di riserva per finanziare tutte quelle leggine di interesse dei singoli parlamentari e che non trovano le dovute coperture nei vari capitoli di spesa del bilancio. Un fondo, insomma, per finanziare cosine tipo la festa della castagna, la app che ti avvisa della presenza degli autovelox o il sito internet con le bellezze di Roccacannuccia. Insomma, un fondo sprechi e mancette buono solo per sostenere le campagne elettorali della pletora di parlamentari inutili che devono cercare di restare a galla alle prossime elezioni.

Nella legge istitutiva il fondo era dotato di 25 milioni di euro l’anno. I signori che fino a qualche mese si sono battuti con le unghie e con i denti per ridurre i costi della politica (sic) lo hanno incrementato di ben 800 milioni in un solo anno, ovvero dodici volte il risparmio che avremo dal taglio dei parlamentari. Un bel risultato, non c’è che dire.

Ma non c’è niente da stupirsi. Se consideriamo che questo parlamento e questo governo, fino ad oggi, ci hanno deliziato con grandi scelte come il contributo per il monopattino ed i banchi a rotelle, niente di strano che questi 800 milioni serviranno per finanziare l’iniziativa più geniale per rilanciare l’economia del paese: la sagra delle pere cotte.

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