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Facebook sospende il profilo del sindaco De Luca, panico!

Panico a Messina, Facebook sospende il profilo del sindaco De Luca di Giovanni Frazzica

L’ultima parte dell’estate messinese è stata funestata da tre terribili tragedie, eventi inconsueti, terribili, che hanno commosso e rattristato anche l’opinione pubblica nazionale. Sono stati i casi di Viviana e Gioele, la cui sorte rimane ancora avvolta nel mistero e per cui sono tuttora in corso indagini ed accertamenti tecnici. La morte a Lipari della ventiduenne Lorenza Famularo, caso clamoroso di mala sanità, su cui sono aperte inchieste interne dell’Asp e inchieste della Procura della Repubblica di Barcellona, competente per territorio. Infine l’assassinio di Spadafora, colpita una delle famiglie più in vista e facoltose della provincia di Messina, Gabriele Mollica, 20 anni, ha ucciso nella notte con ben ventitrè coltellate il padre Pierluigi, 59 anni, che dormiva con la nuova compagna, la donna che aveva sostituito sua madre e che lui non aveva mai accettato. Le perizie mediche accerteranno lo stato di salute del giovane Gabriele e ne segneranno il destino che, in ogni caso, non sarà contrassegnato da un susseguirsi di stagioni felici. Tuttavia, fermo restando il massimo rispetto per i sentimenti veri e profondi della gente commossa da questa sequenza di tragici eventi, c’è da dire che una autentica ondata di “panico” si è materializzata nei giorni scorsi allorquando si è saputo che Facebook aveva sospeso il profilo del sindaco Cateno De Luca. Secondo quanto emerso dalle informazioni provenienti dalla rete il provvedimento sarebbe stato adottato per commenti sessisti fatti dallo stesso sindaco a cui avrebbero fatto seguito centinaia di richieste di blocco.  Il popolo della rete, come spesso capita in queste circostanze, si è diviso tra solidali e colpevolisti. Questi ultimi hanno detto “se l’è cercata e  farebbe meglio ad evitare di insultare le persone, soprattutto le donne, ed  è venuto il momento di assumere atteggiamenti più conformi al ruolo di sindaco, rifuggendo dunque da quella patina di goliardia che rende volgare e poco rappresentativo il suo agire”. E tutto ciò ormai non fa neanche più ridere, anche perchè a Messina, al netto delle tragedie, c’è ben poco da ridere. C’è un dato di ordine generale da considerare: la popolazione di Messina è scesa sotto le 230mila unità nel 2020, che non è ancora finito e, quindi, non è stato ancora caricato per intero l’effetto che il Covid potrebbe determinare su una diminuzione incessante che dal 2017 ad oggi ha fatto registrare la “fuga” di ben settemila cittadini. E’ un tema che non si affronta a palazzo Zanca, l’unica fuga che ha preoccupato il sindaco è stata quella di 24 magrebini dall’hot spot di Bisconte: argomento da prima pagina, clava contro il prefetto ed il ministro Lamorgese. Riscontrata l’inagibilità tecnica degli edifici, l’hot spot, dietro la pressione mediatica del sindaco De Luca, deve chiudere, effetto collaterale, si perdono 25 posti di lavoro, ma c’è dell’altro. Adesso a Villafranca Tirrena, il sindaco non vuole l’hotspot rifiutato da De Luca. Si è creato infatti una sorta di effetto domino, nessuno vuole apparire agli occhi dei propri cittadini come un sindaco debole che si piega agli ordini della Prefettura, ora diventa difficile trovare una location in cui collocare un hot spot. Infatti, in seguito alla chiusura del centro di Bisconte la Prefettura aveva pubblicato un bando per individuare delle nuove strutture in provincia di Messina per ospitare i migranti. Sembrava che tra i siti disponibili potesse  esserci il Parco degli Ulivi di Villafranca Tirrena, utilizzato spesso per ospitare matrimoni, lauree e cerimonie di vario genere. Questa ipotesi ha incontrato l’immediato no dell’Amministrazione comunale di Villafranca. E, subito dopo che il sindaco, Matteo De Marco, ha appreso la notizia in seguito ad un’interlocuzione con la prefetta Carmela Librizzi, ha comunicato su facebook che:  “Il Sindaco di Villafranca avvierà una azione di protesta per manifestare la propria assoluta contrarietà, condivisa dall’intera Amministrazione Comunale, alla paventata ipotesi dell’utilizzo della struttura denominata ” Parco degli Ulivi “, resort di lusso insistente sul territorio comunale, in località Romeo, per l’accoglienza dei migranti.  Premessa l’assenza di qualsivoglia matrice razzista di tale posizione, si rileva l’assoluta inidoneità del suddetto sito, stante l’assenza dei requisiti di sicurezza. Si specifica che tale eventuale destinazione del tutto discordante con la naturale destinazione turistico-ricettiva del bene, potrebbe determinare il definitivo depauperamento della struttura, in tal modo causando un gravissimo danno economico che potrebbe portare al dissesto dell’Ente”. Ma la cosa ha preso una piega talmente seria che sabato pomeriggio, dopo una protesta mattutina presso il Parco degli Ulivi, c’è stato un Consiglio comunale straordinario con all’ordine del giorno l’utilizzo della struttura come sito di accoglienza per migranti in quarantena da covid. Sul punto è stato votato all’unanimità un documento con il quale il Consiglio esprime la propria contrarietà, anche se all’apertura della seduta il Presidente del Consiglio comunale di Villafranca Tirrena, Gaetano Lamberto, aveva tenuto a precisare, come del resto aveva già fatto l’amministrazione, l’assenza di qualsiasi matrice razzista alla base della contrarietà all’utilizzo della struttura in questione. In effetti nel documento votato dal consiglio si ribadisce la destinazione “turistico–ricettiva” del Parco Degli Ulivi e si legge che “un’utilizzazione diversa ostacolerebbe i propositi di valorizzazione dello stesso nelle forme che si andranno a valutare, determinandone il depauperamento e causando un gravissimo danno economico che potrebbe portare financo al dissesto dell’Ente”. Il documento prosegue sottolineando come presso il Parco degli Ulivi siano presenti anche un campo di calcetto e un maneggio, curati da due differenti gestori, che quotidianamente registrano decine di presenze rendendo quindi il parco non funzionale a divenire struttura esclusiva per l’accoglienza dei migranti”. Ma torniamo a Messina, come avviene normalmente, dopo qualche giorno De Luca è di nuovo su facebook e che fa? Invece di chiedere scusa alle donne offese, come gli aveva suggerito anche dalle pagine di Gazzetta del Sud qualche amico, scrive: “Sappiate che nessuno potrà fermare la nostra scalata al podio del buongoverno”. Non lascia stupefatti quello che fa, perché ormai c’è l’abitudine a considerare che è il sensazionalismo il suo pane quotidiano, per lui è importante inseguire gli attori di strada francesi sulla R4 o i tunisini in fuga dall’hot spot, perché fanno rumore, non preoccuparsi dei 20 cittadini messinesi che, mediamente, in maniera triste e silente, ogni giorno lasciano la Città. E tutto questo lo porterà sul podio del buon governo? 

SCHEDA DIMINUZIONE POPOLAZIONE MESSINA

Struttura della popolazione dal 2002 al 2020

Anno 1° gennaio0-14 anniTotale residenti
201730.786236.962
201830.190234.293
201929.783232.555
202028.783229.565


Indici demografici e Struttura popolazione Messina – Tuttitalia

  • tratto dal settimanale I VESPRI
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