Barcellona

A pensar male… di Cosimo Recupero

A pensar male… di Cosimo Recupero

Solo il mese di agosto ci separa dalla scadenza per la presentazione delle liste per le elezioni amministrative a Barcellona Pozzo di Gotto. Fino a questo momento sul campo ci sono solo tre candidature: quella di Antonio Mamì, che riunisce intorno a sé le forze del centrosinistra. Quella di Pinuccio Calabrò, ufficializzata solo da qualche settimana, ma già nell’aria da mesi, e quella di Giuseppe Sottile, anche questa ventilata da qualche settimana e formalizzata solo nei giorni scorsi. Un quadro abbastanza scarno, sicuramente. Ciò è dovuto probabilmente alla vicenda Covid, che ha rallentato anche le attività politiche, oltre al resto. Ma probabilmente anche all’idea che si sta cercando di imporre al sentire comune in città, secondo cui non ci sarebbe partita e la vittoria sarebbe già nelle mani del candidato del centrodestra.

Sinceramente, mi permetto di fare qualche considerazione proprio su questo punto.

La prima: come si dice per il calcio, la palla è tonda. E le urne non danno mai il proprio responso prima che vengano aperte formalmente. Ricordo la tornata elettorale del 2012. La candidatura di Maria Teresa Collica era data per perdente in partenza. La spocchia di tanti si è rivelata per loro un boomerang, e la giovane ricercatrice universitaria riuscì nell’impresa di conquistare Palazzo Longano, seppur con due soli consiglieri.

La seconda considerazione: non vi è dubbio che il dominus del centrodestra sia l’on. Tommaso Calderone. Gli altri esponenti sembrano come la temperatura de l’Aquila nei bollettini metereologici di quando ero bambino. Faceva talmente freddo nella bella e sfortunata città abruzzese che non riuscivano a trapelare nemmeno le notizie sul clima. E così, negli ultimi giorni, l’on. Pino Galluzzo, l’on. Antonio Catalfamo e l’on. Ella Bucalo sono come la temperatura de l’Aquila: non pervenuti.

Ma questi sono affari loro. Se Calderone riuscirà a fare il pienone, schiacciando in un angolo i suoi compagni di cordata, buon per lui. La politica funziona così, da che mondo è mondo.

Ma la riflessione che mi stuzzica di più è la seguente. Si vocifera che la candidatura dell’avv. Calabrò sarà sostenuta da una armata di ben dieci liste. E si dice che, a differenza del passato, la lista di Forza Italia contenga i nomi di tutti i big uscenti dell’attuale amministrazione, e cioè tutti i consiglieri rimasti fedeli alla Giunta Materia e tutti gli assessori attualmente in carica.

E allora, se fosse vera questa voce, perché tutti questi pezzi da novanta avrebbero accettato di correre in una stessa lista, rischiando di restare fuori dal consiglio pur portando in dote molte preferenze?

L’unica risposta che mi sono dato è che si stia preparando un bel cappotto nei confronti delle liste minori. Ovvero, il calcolo potrebbe essere questo: fare molte liste destinate a non superare il quorum che porterebbero i voti al sindaco, ma lascerebbero fuori i candidati al consiglio. In questa maniera, se la lista di Forza Italia fosse l’unica o una delle poche a superare il quorum, si porterebbe a casa il sindaco e quasi tutti i consiglieri, essendo l’unica o una delle poche a partecipare alla suddivisione dei posti in consiglio.

Ribadisco che questa mia riflessione è basata sul sentito dire ma, come diceva Andreotti, a pensar male si fa peccato, ma si indovina spesso.

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